Sto leggendo euforia irrazionale (un’altra volta)

Sto leggendo euforia irrazionale (un’altra volta)

In questi momenti di forti scossoni giornalieri l’attività che preferisco svolgere è la lettura.

Cercando di mantenere sempre la calma e un controllo pressoché totale sulle mie emozioni.

Euforia Irrazionale è un libro che mi piace molto e spesso ne rileggo delle parti, oggi volevo condividere con voi uno spezzone del libro:

5. Prove statistiche di errata quotazione

E’ difficile esprimere un qualsiasi giudizio sicuro sull’efficienza dei mercati basandosi su pochi aneddoti circa valutazioni errate dei titoli. Ma di fatto non mancano prove sistematiche che le imprese sovra quotate secondo le misure convenzionali abbiano davvero ottenuto scarse prestazioni in seguito. Molti articoli apparsi sulle riviste specialistiche di finanza lo dimostrano, non mediante coloriti esempi ma con sistematiche valutazioni di grandi quantità di dati su molte imprese. Per esempio, Sanjoy Basu ha scoperto nel 1977 che le imprese con alti indici prezzo/utili tendono in seguito ad avere un rendimento scarso. e Eugene Fama, con Kenneth French, nel 1922 è arrivato alla stessa conclusione per i titoli con alti rapporti prezzo/valore del capitale. Werner De Bondt e Richard Thaler hanno riportato nel 1985 che le imprese le cui quotazioni erano salite molto nel corso di cinque anni tendevano al ribasso nel corso dei successivi cinque anni. …  Queste scoperte, e altre simili, da parte di numerosi altri ricercatori, hanno stimolato un approccio al mercato denominato investire sul valore (Value Investing), ovvero detenere in portafoglio titoli sottovalutati secondo le stime convenzionali, sulla base teorica che siano temporaneamente ignorati dagli investitori e che prima o poi si rivalutino.


E’ una parte davvero interessante, come del resto tutto questo capitolo denominato “Mercati efficienti, percorsi casuali e bolle“.

Vengono fatti numerosi esempi in maniera molto oggettiva sulla possibilità che la teoria del mercato efficiente possa essere in parte sbagliata (o avere delle lacune), portando agli occhi del lettore evidenti casi dove il mercato prezza in maniera errata determinati beni.

Io vi ho riportato spesso situazioni di totale distaccamento dalla realtà e in questo libro Robert J. Shiller si accorge della valutazione sproporzionata del mercato, soprattutto tecnologico, il libro uscì prima della bolla delle dot-com.


Quindi è fondamentale leggere gli studi di una persona che in qualche modo aveva intuito la pericolosità di tali quotazioni e di determinati distaccamenti dalla realtà dei fondamentali.

Quando i mercati scendono, quando la volatilità aumenta e quando si prendono scelte su aziende che hanno perso terreno avere ben in mente queste nozioni è fondamentale.

Vi riporto un’altra parte a mio avviso geniale:

Shafir e Tversky danno come esempio la decisione degli studenti circa l’andare o meno in vacanza alle Hawaii dopo aver appreso di avere superato o meno un esame importante. Di fronte a questa scelta, riflettono dentro di sé su che cosa provano riguardo alla decisione da prendere. Alcuni studenti che hanno superato l’esame penseranno: “Dovrei prendermi una vacanza premio per festeggiare”. Altri che non hanno superato l’esame penseranno:”Dovrei prendermi una vacanza per consolarmi, riavermi dell’insuccesso”. Altri decideranno di prendersi una vacanza in ogni caso. Questi ultimi, se fossero del tutto logici, dovrebbero prenotare la vacanza molto prima dell’esame, sapendo che il risultato non è veramente rilevante ai fini della loro decisione. Tuttavia, queste persone a volta fanno fatica a decidere prima di conoscere l’esito dell’esame prima dell’esame non sono in grado di anticipare pienamente la ragione emotiva che giustificherebbe la vacanza, e quindi non riescono a sentirsi a proprio agio agendo in quella direzione.

…   

Per questo motivo, gli effetti delle notizie sul mercato finanziario hanno più a che fare con il modo in cui ci si sente di fronte alle notizie che non con le reazioni logiche alle stesse. Quindi, può succedere di prendere decisioni che non avremmo preso prima di conoscere le notizie. Ed è in parte per questo motivo che spezzare un’ancora psicologica può essere tanto imprevedibile. le persone scoprono cose nuove di se stesse, delle proprie emozioni e inclinazioni, soltanto dopo che il corso è cambiato.

Quello che ho imparato da questo libro è che la borsa non è solo numeri e calcoli, ma tanto altro. Quando investiamo mettiamo involontariamente anche una parte del nostro carattere e delle nostre emozioni. Per questo motivo è importante una profonda conoscenza di noi stessi, dei nostri limiti e delle nostre capacità, solo così possiamo provare a sopravvivere al mercato azionario.

Movimentare il circolante per autofinanziarsi?

Movimentare il circolante per autofinanziarsi?

Come sempre oltre al mio lavoro e al blog (con il nuovo servizio creato in questo 2019) porto avanti degli studi in svariati cambi: analisi societaria, analisi di bilancio (sempre più approfondita), metodi di valutazione azionaria e altri strumenti finanziari (questa estate mi sono dedicato al campo obbligazionario).

In questi giorni sto ragionando su un concetto non affatto semplice: il capitale circolante.

Non di per se complesso da calcolare e da comprendere, ma è assai difficile valutarne le motivazioni dei movimenti.

Il capitale circolante in breve può essere così descritto: “Il capitale circolante è la differenza tra le attività correnti e le passività correnti“. Guardiamolo ora da un altro punto di vista, come la somma tra i crediti a breve + le rimanenze – debiti verso i fornitori.

Importante per questa voce di bilancio è la sua variazione: se il capitale circolante aumenta allora ci sarà un uscita di liquidità, se per esempio aumentano i crediti verso i clienti e le rimanenze(poiché vogliamo espanderci in un nuovo mercato) allora noteremo un uscita di liquidità ed un investimento a tutti gli effetti. Nel caso contrario invece quando il capitale circolante diminuisce abbiamo del denaro gratuito, un flusso di cassa positivo. Diminuendo il crediti verso i clienti questi ultimi vengono incassati e diventano denaro utilizzabile.

A questo punto immaginiamo una società che ha il seguente capitale circolante:

Anno1

  • Crediti verso clienti = 100
  • Rimanenze = 20
  • Debiti verso fornitori= 40

Anno2

  • Crediti verso clienti= 80
  • Rimanenze=10
  • Debiti verso fornitori = 50

La liquidità creata in questa situazione è pari alla differenza delle voci tra anno 1 e anno 2= 40.

Quando troviamo crediti e rimanenze che si contraggono abbiamo un aumento di liquidità, quando i debiti verso fornitori crescono abbiamo ancora una volta un aumento di liquidità. Motivo per cui 100-80=20, 20-10=10 e da 40 a 50 la differenza è pari a 10. La somma di questi numeri ci da 40, la liquidità generata grazie all’attività caratteristica della società.

Come abbiamo potuto vedere si può creare liquidità se si è bravi a far girare il magazzino in una determinata maniera, ovviamente avere una variazione del capitale circolante negativa per troppo tempo è impossibile in quanto andrebbe ad intaccare un qualsiasi sviluppo di un’azienda. Ma in determinati periodi può essere una strategia per acquistare liquidità a tasso zero!

Studiando una società ho notato che durante l’anno prendevano debito per poi estinguerlo ad ogni quarto trimestre ( è successo per due anni consecutivi), non riuscivo a capirne il meccanismo. Dopo aver studiato la movimentazione del suo circolante è diventato tutto più chiaro. Avevano preso del debito ad inizio anno, finanziato nuove attività Capex ecc e poi avevano dimezzato le rimanenze e allungato il tempo dei pagamenti con i fornitori(aumento del debito verso fornitori) così da poter usare il debito a inizio anno e ripagarlo alla fine del quarto trimestre così da chiudere l’anno con un indebitamento con variazione pari a zero ma avendolo usato per 2-3 trimestri. Ho trovato geniale questa strategia e anche molto utile. Ma per sostenere un processo del genere si deve essere molto forti e soprattutto avere un debito basso o pari a zero.

Questa analisi mi ha comunque fatto comprendere che non si deve mai smettere di studiare e di verificare costantemente il proprio livello di conoscenza.

 

 

Il nuovo sito e 2: Breve analisi di due società quotate! (oggi altra uscita mensile)

Il nuovo sito e 2: Breve analisi di due società quotate! (oggi altra uscita mensile)

Ciao a tutti è con grande piacere che scrivo questo post per annunciarvi l’apertura del mio nuovo sito e del lancio di alcuni servizi che vi spiegherò con calma all’interno dell’articolo!

Il nucleo centrale del mio lavoro rimarrà sempre lo stesso: la consulenza.
In questo periodo nella mia vita c’è stato un grande cambiamento ovvero quello di diventare consulente finanziario autonomo, un nuovo albo presente in italia da dicembre del 2018.
Se non ne avete mai sentito parlare ve lo spiego brevemente: è una figura che è stata normata in modo chiaro con la creazione dell’albo a dicembre del 2018, il consulente opera in totale assenza di conflitti di interesse ed è completamente slegato da banche o altri intermediari finanziari, il che lo rende libero di decidere in base alle sue idee quali investimenti effettuare e quali no. Questa tipologia di analisi a mio avviso ha due grossi vantaggi:
  1. Una consulenza totalmente a favore del cliente in quanto il pagamento del consulente è tramite parcella, quindi la raccomandazione di un prodotto finanziario piuttosto che un altro non ha un interesse economico alle sue spalle.
  2. L’abbattimento dei costi dei portafogli che molto spesso pagano in commissioni più di quanto effettivamente rendono
Per chi segue il mio blog e mi conosce ormai da oltre due anni comprende benissimo le motivazioni di questa scelta, non sono in grado di chiudere un occhio sui costi troppo alti di alcuni intermediari e non rimango indifferente a determinate politiche nella consulenza finanziaria. Motivo per cui una scelta di totale libertà è quello che più si avvicina alla mia idea di gestione di portafogli.
Per il momento la mia domanda è in accettazione (dopo la cancellazione da consulente finanziario abilitato all’offerta fuori sede e l’iscrizione al nuovo albo) e ancora non posso operare come autonomo ma, posso prestare il servizio di consulenza generica per chi vuole iniziare un percorso sotto la mia consulenza.
Come ben sapete l’attività che preferisco svolgere è quella relativa alla componente azionaria ma, come consulente finanziario autonomo rispetterò tutti i criteri necessari per svolgere la professione.
Le azioni non sono per tutti e capisco che alcuni di voi saranno più predisposti ad altri tipi d’investimento.
L’aspetto veramente fondamentale è, a mio avviso capire, il ragionamento che attuo dietro ad ogni investimento. Dal punto di vista della consulenza inoltre mi baso su 2 concetti chiave: trasparenza e correttezza. Nessun racconto artificioso della realtà o belle parole, solo la verità sempre, è una promessa che mi sono fatto e intendo mantenere!
Tornando a noi (senza annoiarvi troppo) potete prenotare un appuntamento nel mio ufficio situato in Viale Angelico 36 a Roma per un incontro GRATUITO e conoscitivo, ma troverete tutto all’interno del sito.
Per quanto riguarda i due servizi che visione mi su soffermo con qualche riga:
  1. Il primo è il mio Ebook pubblicato quest’anno che in un certo senso racchiude tutte le mie idee e analizza le società su cui investo e i motivi che mi spingono a farlo. (ed è disponibile qui.)
  2. Il secondo invece è un miglioramento del servizio che offrivo tramite Email che ho chiamato 2: Breve analisi di due società ogni mese! Ho deciso di renderlo un servizio in abbonamento poiché il tempo per redigerlo ed effettuare le ricerche (sono 24 brevi analisi ogni anno) è veramente ingente e quindi ho preso la decisione di redigerlo in maniera più approfondita e con più accuratezza. Nonostante questo il costo del servizio è di 1 euro al mese o di 10 euro all’anno (ho scelto un costo molto ridotto per dare la possibilità a tutti di abbonarsi senza grandi esborsi. Se fate due calcoli in caso di abbonamento annuale sono poco più di 0,42 centesimi ad analisi!). Potete in ogni caso visionare la nuova versione prima di decidere in quanto per questo mese di maggio la prima pubblicazione è gratuita e scaricabile da Gumroad a questo linkQui invece se volete abbonarvi direttamente!
Il sito crescerà nei prossimi mesi con servizi totalmente gratuiti, come una Newsletter e la creazione di video sulle società che studio e magari anche video dove tratto di alcuni argomenti. (per questo ancora ci vorrà del tempo perché sono una frana non nel parlare in pubblico ma nel fare video!).
Il valore intrinseco

Il valore intrinseco

E’ possibile calcolare con precisione il valore intrinseco di un’azione?

La risposta è no.

E’ possibile calcolare un range di possibili valori in cui la società potrebbe trovarsi?
La risposta questa volta cambia ed è si.

Il concetto di valore intrinseco è relativamente semplice a livello teorico:

Tutte le società hanno un valore, chiamato appunto valore intrinseco. Questo valore è ovviamente ipotetico e attribuito a seconda del modello di valutazione che applichiamo.
Ma giornalmente sui mercati il “valore” viene modificato dagli investitori che acquistano e comprano azioni.

L’aspetto interessante però sta nella possibilità di calcolare in maniera il più corretta possibile questo valore così da poter sfruttare i possibili errori del mercato azionario quando esso porta il prezzo delle azioni molto al di sotto del loro valore intrinseco.

Quali sono i modelli di valutazione più usati?

Quando ho iniziato a studiare i vari modelli di valutazione, ho subito capito che c’erano 3 linee di pensiero molto diverse (ovviamente c’è ne sono altre ma queste le più significative):

  1. Modello che ha alla base una serie di multipli o “indicatori”: il p/e (prezzo utili), il dividendo elevato ecc ecc
  2. Modelli matematici che inseriscono all’interno del calcolo del valore coefficienti come il Beta (un indicatore che descrive il comportamento del titolo rispetto al mercato di riferimento detto benchmark)
  3. Modello che cerca di calcolare il valore intrinseco di una società scontando i flussi di cassa
Il modello numero due per quanto possa aver avuto dei riscontri pratici (tutto da vedere nel lungo periodo) non mi ha mai definitivamente convinto, poiché dietro i numeri che vediamo salire e scendere in borsa, ci sono delle aziende vere e proprie, fatte di persone e macchinari veri! inserire un coefficiente che spiega come il titolo si muove se il mercato sale o scende a mio avviso non ha troppo senso.
Ma non essendo nessuno per smentire teorie, semplicemente cerco di approfondire il più possibile modelli vicini alla mio modo di vedere la borsa.
Il rapporto prezzo utili o i dividendi “stranamente alti” sono un buon punto di partenza per vedere se effettivamente qualcosa inizia a non andare tra il prezzo e il valore reale.
Nonostante ciò è difficile con questi metodi arrivare ad un range di valori intrinsechi, ma è solo possibile capire se l’azione è in un territorio di ipervenduto o ipercomprato.
Ed ecco qui che Warren Buffett interviene con la sua visione sulla questione, che diciamo è un parere un tantino importante.
Secondo Buffett il metodo migliore è stato messo a punto da John Burr Williams, nel suo libro The Theory of Investiment Value.
Buffett sostiene che il valore di un’azienda si calcola scontando il valore di cassa netto atteso dall’azienda con un adeguato tasso d’interesse.
Valutando in questo modo, tutte le aziende, dai costruttori di calessi ai gestori di telefonia, diventano economicamente confrontabili”.
In poche parole Warren Buffett dice che se riusciamo a scontare i flussi di cassa con un adeguato tasso di sconto, è come se trattassimo le azioni come obbligazioni, e quindi il calcolo del valore diventa un qualcosa di molto più concreto.
Warren parla poi dell’ower earning da scontare, una specie di free cash flow dove però vengono sottratte le spese in conto.
Può sembrare un concetto semplice ma non lo è affatto.
Va deciso per esempio il tasso di sconto e soprattutto è molto complessa l “attuazione di questo metodo” con società dai dubbi fondamentali, quindi tanto più investiamo in società con utili prevedibili e tanto più il metodo di valutazione funziona.
Per quanto mi riguarda, quello che ho capito è che la valutazione non può essere “sicura”, quindi importante è comprare a sconto e avere pazienza.
 
Perché il mercato può rimanere irrazionale per moltissimo tempo.
E’ molto più importante studiare una società e capire che ha una sua nicchia, un suo mercato e un buon business che calcolare al centesimo il valore intrinseco.
Poiché su una società che ha debito uguale a zero e una vantaggio competitivo potremmo anche sbagliare il tasso di crescita, ma saremo comunque al sicuro (sul lungo periodo) dal fallimento della società!