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Ho fondato Aurum SCF!

Ho fondato Aurum SCF!

Come si evince dalla foto, AURUM SCF è nata ed è stata fondata, oltre che dal sottoscritto, da altre 3 figure professionali:

Nelson Rizzitiello, Andrea Arzilli e Federico Airoldi.

Il nostro obiettivo

Superare il vecchio concetto di consulenza uno a uno e sostituirla con un rapporto 4 a 1!

Immaginate di avere a disposizione, per ogni vostro dubbio, quattro figure professionali con una diversa specializzazione.

Prima di descrivervi AURUM SCF voglio elencarvi una serie di caratteristiche dei consulenti finanziari indipendenti:

1. Chi è il Consulente Finanziario Indipendente?

Il Consulente Finanziario Indipendente è una figura professionale che opera in totale autonomia e senza alcun conflitto di interesse, il suo datore di lavoro è esclusivamente il Cliente, in quanto non ha mandato da Banche o Assicurazioni.

2. Come è remunerato un Consulente Finanziario Indipendente?

Il Consulente Finanziario Indipendente è remunerato esclusivamente tramite parcella, e non attraverso provvigioni dalla vendita di strumenti finanziari, in questo modo è libero di fare gli interessi del Cliente, e non deve limitarsi a consigliare solo i prodotti della sua mandante (banca o assicurazione), di norma più onerosi per il Cliente. In questo modo i promotori tenderanno sempre a inserire strumenti più costosi possibile e più remunerativi per loro stessi.

La parola al TEAM di AURUM SCF:

Andrea Troiani

Il mio approccio ai mercati finanziari e all’investimento in singole azioni inizia da molto giovane, a 17 anni. Da subito appassionato alle analisi di tipo fondamentale,  al “Value Investing”, ai criteri di selezione dei singoli titoli, in modo razionale, oggettivo, metodico e sempre con uno sguardo al lungo termine.

Con il passare del tempo, approfondendo le conoscenze e le competenze – e aiutato dalla lettura di oltre 35 libri sulle analisi e sulle valutazioni di stocks aziendali, ho deciso di scrivere personalmente due libri sull’argomento, per contribuire anch’io a questa splendida disciplina e materia: il primo sulla valutazione quantitativa e il secondo sul calcolo del valore intrinseco.

A seguito di una collaborazione, molto formativa ed entusiasmante,  in una Sim indipendente, fondamentale per comprendere il settore, i rischi, i difetti, i vantaggi e il metodo di lavoro, ho deciso di puntare sulla consulenza finanziaria indipendente.

In questo frangente ho conosciuto Federico, Andrea e Nelson con la quale ho condiviso idee di lavoro e valori… da qui l’idea di fondare AURUM SCF.

Federico Airoldi

Sono cresciuto circondato da numeri. In famiglia non abbiamo mai parlato di politica, ma di realtà imprenditoriali, comunicative, risultati, fallimenti, migliorie. Questo mi ha permesso di fondare e amministrare una società per 10 anni, in ambito odontoiatrico, aumentando nel tempo il numero di collaboratori, pazienti, soddisfazioni e obiettivi.

È inutile nasconderlo: chi di voi ha mai chiamato il dottore semplicemente per fargli un saluto? Probabilmente nessuno. Per questo motivo, avendo trattato temi molto delicati in ambito sanitario, sono abituato a dedicarmi in egual maniera a tutte le necessità del cliente: non solo in ambito patrimoniale, ma affrontando al meglio l’aspetto psicologico, conoscitivo e quindi realizzativo dei loro obiettivi.

Mi piace quindi creare il rapporto di fiducia, fondamentale ed essenziale, che deve scaturire tra professionista/cliente per aiutarlo e assisterlo nel corso del tempo.

La passione finanziaria, che ho sempre avuto, mi ha convinto a intraprendere il percorso che mi ha permesso di diventare Consulente Finanziario Autonomo, libero di poter consigliare il meglio per i miei clienti, senza conflitto d’interessi. Chi andrebbe da un dottore che consiglia un farmaco per un suo tornaconto economico, piuttosto che il bene del paziente?

Con noi, questo non può succedere.

Nelson Rizzitiello

​​Da più di vent’anni frequento il mondo dello sport professionistico. Per questo motivo ho raccolto molte esperienze e soddisfazioni, su tutto il territorio italiano, che mi permettono di comprendere e aiutare gli sportivi nella loro vita patrimoniale. Nella vita, come nello sport, pianificare gli obiettivi è fondamentale per il raggiungimento dei  traguardi che ogni persona si prefigge.

Per ottenere i risultati dobbiamo dedicarci al sacrificio, alla costanza e alla pianificazione della nostra situazione patrimoniale. Dobbiamo farlo partendo dalle basi, per poi crescere e migliorare le competenze. I risultati li vedremo alla fine della competizione.

Non si può iniziare a correre partendo da una maratona di 42 km. Se avessi iniziato all’età di 18 anni, quando ho percepito i primi stipendi da giocatore professionista, oggi avrei avuto una sicurezza maggiore  a livello finanziario.  Il dettaglio fondamentale e importante che vorrei comunicare  è quanto sia importante risparmiare per raggiungere una serenità finanziaria, sia che si tratti di un singolo investitore o di un nucleo familiare. Mi piace aiutare le persone a risolvere i loro problemi e a raggiungere i loro obiettivi.

Come nello sport, allenarsi è fondamentale.

Andrea Arzilli

Da sempre appassionato del mondo finanziario, dei suoi aspetti gratificanti, dalle sue modalità – e soprattutto dalla sua personalizzazione.

Successivamente alla Laurea in materia Economica, ho iniziato a fare un lungo praticantato presso una grossa realtà, dove ho approfondito molti ambiti della sfera patrimoniale, dalle successioni alle assicurazioni, analisi macro-economiche, fino all’analisi dei singoli strumenti finanziari.

Ad oggi ho l’esperienza tale che mi permette di valutare le richieste astratte ed implicite dei Clienti, trasformandole concretamente in portafogli personalizzati, con strumenti finanziari selezionati, sulle loro necessità.”

Qual è il nostro approccio con i clienti? (fase operativa)

Dopo un primo incontro conoscitivo e un’analisi (se necessaria) della posizione finanziaria del cliente, iniziamo tutta la fase di studio della sua situazione e attraverso vari colloqui arriviamo ad una proposta personalizzata.

Si tratta quindi di portafogli specifici e mai generici. Crediamo fortemente che ogni persona sia diversa e necessiti di strumenti differenti.

Le persone non sono dei numeri alla quale attribuire un semplice profilo di rischio.

Come operiamo sui mercati: le nostre regole

Utilizziamo i migliori strumenti disponibili sul mercato ed i meno costosi, non avendo conflitti d’interesse e nessun datore di lavoro ogni singola scelta sarà dettata da studio e dati oggettivi.

Gestiamo i soldi dei nostri clienti con un elevato grado di protezione e diversificazione.

Si ma quanto mi costa questo servizio così specifico?

Il costo medio di un portafoglio italiano gestito da banche o assicurazioni si avvicina al 2,3%, la nostra consulenza (che copre tutte le sfere patrimoniali come ad esempio la previdenza e il tema successorio) ha un costo inferiore di circa il 60-70%.

Questo si traduce in maggiore efficienza e rendimenti maggiori (a parità di rischio) sul lungo termine

Contattaci per un’analisi gratuita del tuo patrimonio su aurum.segreteria@gmail.com

Come puoi creare un portafoglio d’investimento per tuo figlio?

Come puoi creare un portafoglio d’investimento per tuo figlio?

Non aspettare e non essere indeciso, il più grande errore che puoi commettere è l’attesa.

Se infatti stai pensando di iniziare ad investire qualcosa per tuo figlio appena nato, il più grande vantaggio che hai è il tempo.

Mediamente hai 18 anni di tempo (anche se non è detto che tuo figlio utilizzi quel capitale a 18 anni) e grazie a tutto questo tempo puoi sfruttare l’interesse composto e la possibilità di inserire una quota di azionario preponderante, dato il lungo orizzonte temporale.

Gli aspetti sono principalmente due:

I costi e l’efficienza di uno strumento.

Pagare il 2% all’anno per 20 anni o lo 0,2% per 20 anni fa tutta la differenza del mondo:

se volete il dato numerico la differenza di rendimento è del 36%.

Quindi semplicemente scegliendo un ETF, rispetto ad un fondo attivo sai già che risparmierai decine e decine di migliaia di euro.

Il secondo aspetto è quello relativo all’efficienza dello strumento, se abbiamo compreso quanto sia importante preferire un ETF, dobbiamo allora tenere conto della tipologia.

Sicuramente, nei prossimi 20 anni un determinato settore avrà fatto meglio di altri e sicuramente un ETF settoriale avrà battuto, in termini di rendimento, un ETF che investe globalmente.

Ma nonostante ciò il rischio di non trovare l’ETF giusto è troppo alto rispetto al possibile rendimento:

Cosa fare quindi?

Scegliere un ETF che investe nel mercato globale, come il
ISHARES MSCI WORLD ( IE00B4L5Y983)

Se poi vogliamo che il nostro investimento abbia una volatilità inferiore, rispetto ad un 100% azionario, perché magari potremmo voler ritirare parte del capitale in un determinato momento, possiamo optare per un altro tipo di strumenti:

I life strategy di Vanguard

Un esempio è il Vanguard LifeStrategy 80% Equity Acc (IE00BMVB5R75), esistono anche strumenti con una componente di azionario inferiore (questa scelta dipende esclusivamente da noi).

Una volta presa questa decisione dovete essere constanti e cercare ogni mese di investire la cifra predefinita (a prescindere dai movimenti del mercato azionario)

Alla fine del percorso vostro figlio vi ringrazierà e soprattutto a fronte di una rinuncia (non così elevata) potrete creare un capitale utile al futuro di vostro figlio.

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Consulenza finanziaria indipendente

Consulenza finanziaria indipendente

Investo attivamente sui mercati da quando ho 17 anni, ho sempre avuto la passione per l’analisi fondamentale e lo studio dei singoli titoli azionari.

Il mio portafoglio, come ben sapete è investito in azioni (o pezzi di azienda come preferisco chiamarli).

Se questa strategia è adatta a me, non lo è per la maggior parte dei risparmiatori italiani.

Otto anni fa il sistema finanziario Italiano era molto simile a quello di oggi: vendita di prodotti finanziari.

L’enorme conflitto d’interessi che si cela dietro la “consulenza” bancaria e assicurativa ha sempre determinato la tipologia di strumenti usati dai risparmiatori italiani.

Grazie però alla nascita nel 2018 dell’albo dei consulenti finanziari indipendenti la situazione sta leggermente cambiando.

Ho sempre compreso come l’indipendenza fosse il punto chiave della consulenza, essere remunerati in base al tipo di prodotto venduto e non direttamente dal cliente genera e sempre genererà portafogli inefficienti e sbilanciati verso gli strumenti più remunerativi per il consulente.

Immaginate di andare da un medico che vi consiglia i farmaci sulla quale guadagna di più e non quelli più adatti alla vostra situazione, quanto sarebbe grave?

E’ altrettanto grave per le vostre finanze.

Polizze Unit Linked e strumenti pieni di costi ne sono la dimostrazione.

Non c’è nulla di male ad usare strumenti diversi da ETF o similari (l’accusa che viene fatta agli indipendenti), il problema è sempre l’indipendenza di giudizio slegata da quella della remunerazione.

Mi sono accorto come sia effettivamente possibile la creazione di portafogli efficienti di investimento che fanno in primis risparmiare un sacco di soldi alle famiglie ed in secondo luogo migliorano e di molto l’efficienza e la possibilità di generare un rendimento positivo sul lungo termine.

Inoltre il bello della consulenza indipendente è che copre tutti i fabbisogni del cliente, finanziario, assicurativo e previdenziale.

Con una sola figura un risparmiatore italiano può gestire tutte le sua problematiche finanziarie e non.

E quanto costa questo servizio?

Molto meno della consulenza alla quale sono abituati gli italiani:

il costo medio di un portafoglio d’investimenti italiano è all’incirca del 2% (per avere una vendita di prodotti e non una consulenza reale).

Grazie all’indipendenza è possibile tagliare questi costi di oltre il 60%, tutti capitali che si trasformeranno in rendimento un giorno.

In questi mesi sto assistendo ad un forte aumento dell’interesse verso la figura del consulente indipendente, pensate che negli Stati Uniti i consulenti indipendenti sono il 50% del mercato, in Italia siamo all’1%.

Non so quanto ci metteremo ad arrivare al livello statunitense ma il trend è quello.

A breve ci sarà una novità riguardo la struttura che ho creato in questo 2022 (il mio lavoro non è cambiato ma è sensibilmente migliorato).

Se vuoi fare due chiacchiere su questa tematica o farti analizzare gratuitamente il portafoglio scrivi pure alla mia mail: andrea.troiani971@gmail.com.

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O prenota un appuntamento presso il mio studio in Viale Angelico 36, Roma.

Ecco come le banche italiane fingono di usare i migliori strumenti sul mercato!

Ecco come le banche italiane fingono di usare i migliori strumenti sul mercato!

Da decenni l’industria del risparmio gestito in Italia non ha subito nessun tipo di evoluzione.

Le banche e le assicurazioni hanno dominato il mercato di questo settore inondando i risparmiatori italiani di commissioni e strumenti assolutamente inefficienti.

Con il nuovo albo dei consulenti finanziari autonomi (gli indipendenti) la situazione è in procinto di cambiare radicalmente.

Il consulente finanziario è in individuo che non ha nessun tipo di mandato e non lavora per nessun mandante. Egli non guadagna un euro dalle commissioni sugli strumenti e quindi non è sollecitato a scegliere strumenti più costosi.

Dato che mi piace sempre mostrare i dati vi riporto una tabella a mio avviso molto significativa:

In questa tabella possiamo osservare come le più famose banche italiane tendono ad utilizzare, per lo più, strumenti della casa, evitando di utilizzare quelli di case terze.

Vi starete chiedendo i motivi di tale scelta e vi posso assicurare che non sono attribuibili alla loro credenza di essere i migliori nel settore.

Ma è solo per un aspetto commissionale.

Se si distribuiscono strumenti della casa c’è più introito per tutti: dal consulente alla banca stessa.

Questo è il principale problema delle banche italiane (per non parlare della costruzione dei portafogli).

Tu hai ancora un portafoglio bancario?

Prenota una Call gratuita e analizziamo insieme il tuo portafoglio.

Da consulente indipendente avrai la certezza che ogni mia possibile valutazione sia libera e priva di conflitti d’interesse.

Scrivimi pure alla mia mail : andrea.troiani971@gmail.com

4 ETF azionari molto particolari!

4 ETF azionari molto particolari!

La crescita del mercato degli ETF ha finalmente permesso a piccoli investitori di accedere a mercati giganteschi pagando una piccolissima cifra attribuibile al costo di gestione.

Ultimamente, con la nascita di nuovi ETF, anche mercati particolari o comunque di difficile accesso stanno per diventare accessibili a tutti noi.

Nel post di oggi ho riportato 3 ETF che possono farci accedere ad aree geografiche quasi mai utilizzate nei portafogli generici.

Partendo dall’Africa, passando per il Canada e arrivando ai paesi dell’est europa possiamo diversificare il nostro portafoglio e magari andare a prendere quel piccolo extra rendimento rispetto ai classici indici di riferimento.

Lyxor Pan Africa : LU1287022708✅

L’indice SGI Pan Africa replica i 30 più grandi titoli azionari quotati in Africa o attività prevalentemente esposte in Africa. L’indice si espone in modo equo a tre zone ed i suoi più grandi componenti possono avere al massimo un peso pari al 10%: Sudafrica, Nord Africa incluso il Marocco e l’Egitto e l’area Sub sahariana ad esclusione del Sudafrica.

Caratteristiche:

  • Ter (indicatore sintetico di spesa) : 0,85%
  • Politica di distribuzione: Accumulazione
  • Dimensioni: 40 Milioni di EUR
  • Valuta dell’ETF: EUR
  • Esposizione geografica:

iShares MSCI Canada UCITS ETF : IE00B52SF786✅

L’indice MSCI Canada replica i più grandi e liquidi titoli azionari canadesi.

Caratteristiche:

  • Ter (indicatore sintetico di spesa) : 0,48%
  • Accumulazione
  • Dimensioni: 1058 Milioni di EUR
  • Valuta dell’ETF: USD
  • Esposizione settoriale:

Lyxor MSCI Eastern Europe ex Russia : LU1900066462✅

L’indice MSCI Emerging Markets Eastern Europe ex Russia replica società dei mercati emergenti dell’Europa dell’est a grande e media capitalizzazione. Sono esclusi dall’indice titoli azionari russi.

Caratteristiche:

  • Ter (indicatore sintetico di spesa) : 0,50%
  • Politica di distribuzione: Accumulazione
  • Dimensioni: 181 Milioni di EUR
  • Valuta dell’ETF: EUR
  • Esposizione geografica: Polonia 66%, Ungheria 22% e Repubblica Ceca 10%.

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Rendimenti dei maggiori indici azionari da inizio anno

Rendimenti dei maggiori indici azionari da inizio anno

Nell’ultimo anno e mezzo abbiamo vissuto un periodo molto complicato per quanto riguarda gli investimenti.

La crisi del Covid-19 ha messo a dura prova molte aziende e molti investitori si sono ritrovati con molte Minus in portafoglio.

In questa fase di recupero la maggior parte degli indici ha recuperato dalla discesa e anzi ha allungato la falcata.

Il mio punto di vista lo conoscete, ci sono molte aziende che non rispecchiano dei valori collegati ai propri fondamentali ma, esprimono solamente dei valori basati sulle aspettative di crescita di un determinato settore.

Nell’articolo di oggi vedremo quale sono stati i rendimenti YTD (da inizio anno) dei principali indici azionari:

  • Dax 30
Il dax 30, principale indice tedesco ha avuto una variazione positiva pari all’8,73% YTD.
  • Ftse MIB
Il Ftse Mib principale indice italiano ha generato una performance del 14,2% YTD
  • S&P 500
L’S&P 500 ha subito una variazione positiva del 17,43% da inizio anno
  • Nasdaq
La variazione YTD del Nasdaq è stata pari al 13,67%
  • Euro stoxx 50
L’indice europeo per eccellenza ha generato una variazione positiva del 12,02%

Variazione YTD di altri indici:

  • Hang Seng Index – 12,76% YTD
  • Cac 40 + 15,56% YTD
  • Ibex 35 + 8,52% YTD
  • Nikkei 225 + 0,99% YTD
  • Nifty 50 + 26,07%

Vuoi approfondire i temi della finanza o avere una valutazione gratuita, da parte di un consulente finanziario indipendente (autonomo), del tuo portafoglio d’investimento? (per capitali > 50 mila euro).

Contattami alla mia mail andrea.troiani971@gmail.com

Dollar-Cost Averaging: che cos’è e come si può applicare

Dollar-Cost Averaging: che cos’è e come si può applicare

Nel mondo dell’investimento, si sente spesso parlare di timing.

Questo termine sta ad indentificare il momento corretto nella quale investire in un determinato strumento d’investimento.

Per quanto si possa “azzeccare” il timing corretto e prendere il minimo assoluto nel caso di un titolo, sul lungo periodo non è una strategia possibile.

Ecco perché, nel mio approccio, non prendo minimamente in considerazione il timing.

Per due motivi principali:

  1. Sarei in contrasto con la mia mentalità e il mio approccio, allontanandomi dall’investimento e strizzando l’occhio alla speculazione
  2. Nella mia strategia è sufficiente che il margine di sicurezza tra il prezzo ed il possibile valore intrinseco sia adeguato

Un altro approccio che non prende in considerazione il timing e anzi cerca di sfruttare la casualità dei movimenti del mercato nel breve termine è il Dollar-Cost Averaging.

Un approccio che consiste nell’acquistare un determinato strumento finanziario in momenti diversi.

Se per esempio dobbiamo investire 10.000 euro su un titolo azionario possiamo pensare di entrate con delle Tranche da 2500,00 euro.

In questo modo se il mercato rintraccia abbiamo la possibilità di acquistare ad un prezzo inferiore e quindi mediare la nostra posizione.

In questo modo riusciamo ad abbattere in maniera considerevole la volatilità del nostro portafoglio.

Uno dei primi a parlare di questo approccio fu Benjamin Graham che lo applicò personalmente ai propri investimenti.

Usava questa tecnica per diminuire la volatilità del suo portafoglio ed abbassare il rischio generale, usava anche le obbligazioni per questo scopo.

Come possiamo applicarlo?

Uno dei metodi più semplici è quello di iniziare un PAC: ovvero l’acquisto mensile di uno stesso strumento finanziario, come può essere un ETF sul mercato azionario globale.

I vantaggi di questo approccio sono innumerevoli: abbassamento della volatilità, acquisto di quote quando i mercati scendono e eliminazione dell’aspetto comportamentale.

Un altro approccio che io stesso uso, è quello di “costruire” un pac manuale su singoli titoli.

In questo modo si riesce ad investire una determinata cifra in momenti diversi, riuscendo a mediare il prezzo di entrata.

Quindi se il prezzo che abbiamo pagato per un titolo era stato troppo alto, abbiamo altre possibilità di mediare e raggiungere un adeguato prezzo di carico.

Richiedi un’analisi gratuita del portafoglio, scrivimi pure a questa mail: andrea.troiani971@gmail.com

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Dalla banca alla consulenza indipendente: la storia del Sig. Mario

Dalla banca alla consulenza indipendente: la storia del Sig. Mario

Ciao a tutti, come ben sapete sono diventato ufficialmente un consulente finanziario autonomo, dal dicembre 2018 esiste un apposito albo che certifica questa nuova professione.

I consulenti finanziari autonomi sono gli unici a poter effettuare una consulenza finanziaria indipendente.

Oggi voglio mostrarvi un caso pratico di consulenza finanziaria indipendente:

Andremo a vedere come ho lavorato sul portafoglio di un cliente, con un approccio indipendente e libero da conflitti d’interesse.

Questo cliente, che chiameremo Mario, aveva circa 550.000 mila euro investiti in fondi comuni d’investimento e in azioni singole.

La quota investita in azioni singole era notevolmente più bassa rispetto alla parte investita in fondi, che rappresentavano circa l’80% del patrimonio.

Aveva in portafoglio 19 fondi d’investimento attivi che spesso erano anche fondi che investivano nello stesso mercato, dei doppioni (questa tecnica è usata per ampliare il margine commissionale iniziale).

Nessun fondo selezionato riusciva a generare rendimento oltre il bechmark di riferimento e alcuni ne erano addirittura sprovvisti, fattore molto grave poiché diventano strumenti difficilmente valutabili.

L’impatto commissionale sulla parte investita in fondi, ovvero 429.000 mila euro era pari al 2,55%.

Quindi il cliente pagava una commissione (solo di gestione) annua pari a 10.939,00 euro.

Inoltre dalla documentazione Mifid 2, erano presenti costi pari a 13.170,00 euro, ricordo che la Mifid è il documento ufficiale che la banca deve fornire.

Questo documento tiene in considerazione tutti i costi ed è quindi molto attendibile ed utile per comprendere la reale situazione.

Pagava questa “parcella” per non ricevere ne una consulenza ne un rendimento superiore al benchmark (lo scopo dei fondi attivi).

Questo fattore è dovuto sia ai costi eccessivi che alla difficoltà di genere extra rendimento rispetto al benchmark sul lungo periodo.

Pensate che su un orizzonte di 15 anni, solo 1 fondo su 10 riesce a generare extra-rendimento.

La gestione di un consulente finanziario autonomo, invece ha permesso di ridurre l’impatto commissionale annuale attraverso l’utilizzo di strumenti più efficienti, uno su tutti gli ETF.

Ed inoltre la parcella per la consulenza è stata di circa 4.000,00 euro.

Il cliente ha così risparmiato annualmente oltre 8.000,00 euro.

Il numero degli strumenti è passato da 19 a 10, ed il costo medio di gestione è crollato da un 2,5% a circa uno 0,18%.

C’è stato quindi un risparmio economico molto importante (che genererà più rendimento sul lungo periodo rispetto alla situazione precedente) e un completo cambiamento in quello che è l’approccio classico.

Mario ha ricevuto una vera consulenza e un portafoglio adatto alle sue esigenze, senza nessuna logica di vendita di prodotti.

Oltre ad essere efficiente lato finanziario, questo lavoro permette effettivamente di migliorare la vita delle persone, facendogli risparmiare molti soldi, ottimizzare i rendimenti e comprendere al meglio la loro reale situazione.

La grande differenza tra me e un promotore finanziario è che io non ho nessun obbligo, nessun conflitto d’interesse e non ho interesse ad inserire uno strumento piuttosto che un altro, questo mi regala completa indipendenza.

Se sei interessato ad una valutazione del tuo portafoglio e ad un’analisi gratuita, scrivimi pure a questa mail andrea.troiani971@gmail.com.

Saluti,

Andrea

Consulenza finanziaria indipendente

Ufficialmente CFA!

Ciao a tutti,

da molto tempo vi parlavo della mia volontà di diventare un CFA.

E da qualche settimana sono ufficialmente un consulente finanziario autonomo!

Ma chi è il CFA?

CFA è l’acronimo di consulente finanziario autonomo.

Il CFA è un consulente finanziario che non percepisce reddito da nessun intermediario finanziario (come banche o assicurazioni).

La principale differenza con un promotore è la totale assenza di conflitto d’interesse.

Il CFA non avrà, infatti, nessun interesse a farvi acquistare uno strumento piuttosto che un altro, poiché non guadagna dagli strumenti che avete in portafoglio, ma guadagna dalla parcella che paga il cliente.

In questo modo grazie a strumenti nettamente più efficienti rispetto ai soliti fondi o polizze, il consulente riesce a farvi risparmiare oltre il 50% dei costi che sostenete ogni anno.

Molto spesso i clienti non sanno nemmeno di pagare questi costi, se volete scoprire quanto pagate ogni anno di commissioni, richiedete la Mifid alla vostra banca (ne vedrete delle belle)

Ma quali sono i motivi personali che mi hanno spinto a diventare CFA?

Il principale motivo è che non avrei mai accettato di lavorare per una banca o similare, cercando ogni anno di nascondere i migliaia di costi pagati dal cliente.

Appena ho scoperto della regolarizzazione dell’albo degli indipendenti, ne sono stato subito attratto.

E dopo un periodo di ragionamenti su come poter iniziare questa attività, ho avuto la possibilità di collaborare con la Ioinvesto SCF, una società di consulenza finanziaria che mi ha inserito come uno dei primi consulenti finanziari indipendenti.

Dopo un periodo inziale, dove ho appreso tutta la parte “legale” e di regolamentazione, ho iniziato ad ingranare e a velocizzare tutti i vari passaggi della consulenza finanziaria indipendente.

E oggi mi trovo molto bene nella mia nuova situazione.

E’ solo l’inizio di un percorso ma sono contento di aver raggiunto il mio primo step, che mi ero prefissato tempo fa.

A breve offrirò la possibilità di ricevere una valutazione gratuita del vostro portafoglio e di discuterne insieme in una call di 1 ora.

Per ora potete mandare qui il vostro portafoglio : andreatroiani@ioinvesto.net

Saluti e grazie a tutti per il continuo sostegno,

Andrea Troiani

WALTER SCHLOSS: IL POTERE DELLA PERSEVERANZA.

WALTER SCHLOSS: IL POTERE DELLA PERSEVERANZA.

A 18 anni scelse di non andare all’università, lavorò a Wall Street come fattorino. In seguito con i pochi soldi guadagnati come fattorino seguì un corso sugli investimenti di Benjamin Graham. Imparò moltissimo, tanto da essere inserito da Graham nella sua partneship, fino al 1955 quando Graham decise di chiuderla. All’ epoca  Walter aveva 39 anni e si trovò costretto ad aprire un proprio fondo d’investimenti. Con l’aiuto di altri investitori, raccolse un capitale di 800 000 dollari e fondò la sua partnership. Ebbe una performance media annua per 47 anni del 15,3%, un rendimento eccezionale rispetto al mercato di riferimento. Raggiunse tale risultato grazie agli insegnamenti di Graham e alle tecniche del Value Investing.

Comprava tra i 60 e 100 titoli, li ruotava di media ogni 4 anni, creando così un portafoglio di lungo periodo con azioni scontate al suo interno.

“Lui dice semplicemente, se un business vale un dollaro e posso comprarlo per 40 centesimi, qualcosa di buono mi potrà accadere. E lo fa più e più volte. Egli possiede molti più titoli di me- ed è molto meno interessato alla natura sottostante del business; non mi sembra di avere molta influenza su Walter. Questi è uno dei suoi punti di forza, nessuno ha influenza su di lui”
Queste le parole di Warren Buffett su Schloss, sintomatiche del suo pensiero secondo il quale per avere buoni risultati negli investimenti è fondamentale la costanza, la prudenza e la razionalità più che una laurea ad Harvard.

Scholoss non aveva conoscenze a Wall Street, non conosceva di persona i manager delle aziende nelle quali investiva e soprattutto non aveva mai nemmeno posseduto un computer. Svolgeva un semplice e costante ruolo: studiare i bilanci delle società e acquistare quelle scontate rispetto al valore intrinseco. Lontano dalla folla e lontano dalla speculazione, svolgendo un normale orario d’ufficio. Può sembrare disorganizzazione e superficialità, ma se si guarda attentamente si notano i canoni che deve possedere un investitore value: prudenza, costanza e aspettative di lungo periodo.

E’ uno dei migliori investitori della storia, anche se in pochi lo conoscono.

Si possono imparare molte “lezioni” dalla sua vita professionale. Quella che più mi ha colpito è la perseveranza. La perseveranza di non arrendersi quando davanti abbiamo qualcosa in cui crediamo e che ha un enorme valore. Per tutta la vita, in modo metodico, ha insistito e non ha mollato quello che amava e sapeva fare. Perchè come diceva Calvin Coolidge:

“Nulla al mondo può prendere il posto della perseveranza. Non il talento,nulla è più comune di uomini di talento falliti. Non il genio; il genio incompreso è ormai un luogo comune. Non l’istruzione; il mondo è pieno di derelitti istruiti. Solo la perseveranza e la determinazione sono onnipotenti.” 

Walter è morto all’età di 92 anni, nel 2012.