Krones Ag lancia un nuovo trattamento per le acque reflue

Krones Ag lancia un nuovo trattamento per le acque reflue

La tedesca Krones ha ampliato il processo di conversione delle acque reflue.

Si passa da una conversione su singola macchina ad un sofisticato impianto per l’intera fabbrica.

Questo processo è chiamato trattamento idrologico idrico, il sistema preleva le acque reflue e filtra le particelle più piccole come microrganismi o sali usando l’osmosi inversa e l’ultra filtrazione. Dopo la successiva miscela di biossido di cloro per disinfettare e stabilizzare l’acqua, è pronto per essere riutilizzato nel processo di produzione.

Il concetto a circuito chiuso consente di ridurre sostanzialmente il consumo di acqua durante l’operazione di produzione: è necessaria fino all’ 80% in meno di acqua, il che ha un effetto percettibile sia sul costo dell’acqua dell’azienda sia sul suo bilancio delle prestazioni ambientali. Il sistema può essere installato anche sulle vecchie fabbriche e non solo sulle nuove.

Prima del trattamento idrologico, esiste un processo di trattamento dell’acqua di tipo tradizionale. Se sono coinvolte quantità considerevoli di acque reflue, è opportuno utilizzare uno stadio anaerobico: questo produrrà quindi biogas, che può essere riutilizzato in un impianto di cogenerazione di tipo unità, ad esempio.

Krones afferma che vengono creati da uno a tre litri di acque reflue per litro di birra o bibite e due litri per chilogrammo di PET. Pertanto, questo processo di trattamento dovrebbe attirare non solo i produttori di bevande e alimenti liquidi, ma anche i riciclatori.

Il famoso “whatever it takes” di Draghi entra nella Treccani

Il famoso “whatever it takes” di Draghi entra nella Treccani

Otto anni fa Mario Draghi, allora governatore della Banca centrale europea, pronunciava una frase entrata nella storia dell’economia europea: “Whatever it takes”, ovvero “costi quel che costi”. Oggi queste parole, che preannunciavano un intervento poderoso di politica monetaria, entrano anche nell’enciclopedia Treccani.

PERCORSO DIGITALE TRECCANI

L’Istituto della Enciclopedia Italiana ha infatti pubblicato un percorso linguistico dedicando una “voce” proprio alla frase coniata da Draghi. Parole poi seguite dai fatti, che oggi sono utilizzate da uomini politici e delle istituzioni per annunciare interventi decisi finalizzati a risolvere situazioni complesse, costi quel che costi, appunto. La redazione digitale di Treccani ha dunque riconosciuto non solo l’importanza nella storia dell’economia, ma anche in quella della lingua, dell’ex governatore della Banca d’Italia. Non a caso, Mario Draghi viene definito dalla Treccani “il più importante uomo di stato europeo dell’ultimo decennio”.

LA SITUAZIONE NEL 2012

Ma per quale motivo quella frase è così importante? Per capirlo è necessario ricostruire il contesto storico. Nel 2012 l’Europa si trova nel pieno della cosiddetta “crisi del debito”, con i paesi “periferici” dell’Eurozona – Italia, Spagna, Portogallo e Grecia – in grave difficoltà. Gli interessi pagati da questi paesi per finanziare il proprio debito sono molto elevati, e ciò mette a repentaglio la tenuta dei conti pubblici. Lo spread tra Btp decennali italiani e Bund tedeschi della stessa durata arriva a 500 punti base (oggi siamo intorno ai 170 punti) e i sistemi bancari rischiano seriamente di saltare.

LE PAROLE DI DRAGHI

Nel pieno della bufera anti-euro che si leva da molte parti del continente, il 26 luglio 2012 Mario Draghi si presenta alla Global Investment Conference di Londra e pronuncia le seguenti parole: “Within our mandate, the ECB is ready to do whatever it takes to preserve the euro. And believe me, it will be enough”, ovvero “nell’ambito del nostro mandato, la BCE è pronta a fare tutto il necessario per preservare l’euro. E credetemi, sarà abbastanza”.

TASSI A ZERO E QUANTITATIVE EASING

Parole che riescono a rassicurare i mercati, poi seguite da un intervento di politica monetaria mai visto prima in Europa con tassi portati a zero e massicci acquisti di obbligazioni governative (quantitative easing) che permettono ai paesi in difficoltà di respirare. Otto anni fa Mario Draghi annunciava con fermezza la volontà di salvare l’euro, e oggi, nonostante le difficoltà di questo periodo, possiamo dire che ci sia riuscito.

Articolo di Financialounge

Mercati nascosti: l’azienda che detiene il 70% del mercato

Mercati nascosti: l’azienda che detiene il 70% del mercato

Detenere il 70% delle quote di mercato di un settore è un avvenimento molto raro nell’economia moderna. Fattori come la concorrenza e la globalizzazione hanno reso molto più complesso avere ampie fette di mercato.

Nei mercati poco conosciuti: nei mercati nascosti invece si possono trovare delle vere e proprie anomalie.

L’azienda in questione sarà molto probabilmente sconosciuta al grande pubblico ma, da dietro le quinte, ha saputo creare un vero e proprio vantaggio competitivo durevole.

La società di cui stiamo parlando è Flexi, un’azienda tedesca inventrice del guinzaglio avvolgibile per cani.

Flexi ha oltre 46 anni di esperienza e opera in 91 paesi diversi.

Ha creato circa 8 differenti collezioni con 154 varianti di un prodotto all’apparenza molto semplice.

Ai non addetti ai lavori, la tecnologia e lo studio dietro ogni singolo guinzaglio non sono facilmente comprensibili, ogni modello è assemblato a mano e viene sottoposto a oltre 100 controlli di qualità prima che possa essere effettivamente utilizzato.

Nonostante il guinzaglio avvolgibile per i cani sia un oggetto facilmente replicabile, questa azienda è riuscita a stracciare i nuovi players del settore e ad arginare la concorrenza asiatica.

Se vogliamo essere ancora più precisi Flexi ha investito molto in Asia e sembra che la situazione per la conquista delle quote di mercato sia a suo vantaggio.

L’azienda non è quotata e per questo valutarla a livello di fondamentali è inutile ai fini di un possibile investimento.

Se invece siete interessati ad altre analisi di società quotate in modo molto più approfondito provate il mio servizio di analisi mensile Focus Azioni.

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Una giornata tipo per un investitore di lungo termine

Una giornata tipo per un investitore di lungo termine

Oggi è l 11/06/2020

Non credo che ricorderemo il 2020 come un grande anno per i mercati azionari. Il crollo dei mercati a causa del Covid-19 è stato rapido ed ingente.

E ad oggi anche il recupero (più in America che in Europa, ovvero dove investo io) è stato anche esso molto rapido.

Il mio portafoglio la settimana scorsa in scia al mercato ha recuperato circa 15 punti percentuali .

Un enormità in una settimana ma, quest’ anno ci sta facendo abituare a una volatilità estrema, se poi pensate che io investo in pochi titoli la totalità del mio capitale, potete ben immaginare la volatilità, spesso doppia rispetto al mercato.

Ma torniamo a noi,

Questa settimana invece i mercati hanno preso una direzione ribassista ed il mio portafoglio in appena 2-3 sedute è sceso di oltre 5000 euro.

Una follia se tutto questo viene visto dall’esterno e una follia anche per me se non pensassi alla mia strategia e alla parabola di Mr Market.

Ma la verità è che controllare la variazione dei titoli (nel breve periodo) per un investitore di lungo termine è inutile.

E’ una lezione che ho imparato tanto tempo fa: controllare i movimenti dei titoli giornalmente è una pratica molto pericolosa, poiché se non controllata instaura in noi una visione speculativa del mercato. Ed inoltre l’impatto emotivo è decisamente più ampio rispetto ad una quasi totale “distanza emotiva” dal nostro portafoglio.

L’investitore di lungo termine non si deve preoccupare delle variazioni di breve termine. La difficoltà di questo approccio è notevole ma se si usano calma e disciplina, diventa possibile.

Come sempre poi anche l’arte di fare previsioni in questo ambito diventa una pratica inutile.

L’investitore si deve concentrare sull’analisi delle aziende e nel cercare di elaborare stime il più veritiere possibile sul futuro delle singole aziende e non delle economie in generale.

+40% in 3 sedute per Trawell Co: speculazione ?

+40% in 3 sedute per Trawell Co: speculazione ?

Come ben sapete, divido sempre la speculazione dall’investimento.

Sono due cose completamente diverse che vanno anche a delineare le caratteristiche di un investitore.

Io mi sono sempre ritrovato nella seconda “sponda”: quella dell’investitore.

Ho sempre capito la difficoltà di investire in borsa e dato molto retta alla seguente frase:

Nel mercato azionario si hanno due sceltearricchirsi lentamente o impoverirsi rapidamente “

Oggi voglio riportarvi un esempio pratico di speculazione.

Il fatto riguarda un titolo presente nel mio portafoglio dalla fine del 2019: Trawell Co.

La valutazione del titolo a mio avviso è ben al di sotto del suo valore intrinseco e quindi una sua rivalutazione è certamente possibile (anche se il covid 19 impatterà molto sull’azienda) ma, la speculazione a cui ho assistito non è in nessun modo collegata al business di lungo periodo dell’azienda.

I motivi del rally speculativo

Il titolo è tornato sotto i riflettori del mercato da alcune sedute in scia alle prospettive di una lenta ripresa dei viaggi di riflesso alle riaperture delle frontiere e alle recenti indicazioni dell’organizzazione internazionale dell’aviazione civile (ICAO). Secondo i suggerimenti forniti da Icao, infatti, i passeggeri dovrebbero essere incoraggiati a viaggiare nel modo più leggero possibile, con tutte le valigie mandate in stiva. Questo ovviamente potrebbe aumentare il numero di valigie su cui Trawell potrebbe andare ad offrire i suoi servizi.

La logica che sta dietro al rialzo è sensata ma, a mio avviso il “modo” è assolutamente speculativo. Questo perché non si va ad investire puntando sull’azienda sena considerare la situazione attuale (che bene o male sarà passeggerà) ma si va ad investire su una notizia e per di più non ancora certa.

Te che ne pensi? Lascia un commento qui sotto!

Un saluto Andrea Troiani

Se sei interessato a scrivere articoli del genere scrivimi pure alla mia mail andrea.troiani971@gmail.com