Huawei ci regala Intel?

Huawei ci regala Intel?

INTRODUZIONE

Compriamo oggi a 43.57 $ quello che solo un mese fa avremmo pagato 58.72 $ e’ questo uno dei risvolti positivi dall’incredibile vicenda Huawei, marchio noto in Italia sopratutto per gli smartphone, che ha subito una messa al bando dagli USA. Infatti l’azienda e’ accusata di spionaggio dall’amministrazione statunitense e le multinazionali USA,  a cominciare da GOOGLE (con android) hanno interrotto i rapporti commerciali in essere con Huawei. Tutto il comparto dei produttori di semiconduttori ha subito pesanti ribassi, dovuto alla perdita di questo cliente, tra i quali AMD, NVIDIA e sopratutto INTEL ovvero l’azienda che fornisce il processore della quasi totalità dei computer e smartphone presenti nelle nostre abitazioni.   Siamo quindi davanti ad una grande occasione di investimento?

IL BUSINESS

INTEL si e’ affermata a livello mondiale per la produzione dei microprocessori di tutti i nostri personal computer. Quelli della mia generazione ricorderanno i PENTIUM, seguiti poi dall’attuale CORE i3-i5-i7 ecc. L’unico competitor dell’azienda nel settore personal computer e’ AMD ma come si evince dal grafico a destra, se nel 2014 c’era una divisione 60-40 tra i due rivali, attualmente il rapporto e’ 80-20 a favore di INTEL che quindi domina incontrastata sulla scena globale.

 

 

 

 

 

L’azienda nonostante la sua supremazia e’ in fase di crescita ed evoluzione, nel 2013 il prodotto personal computer rappresentava il 70% dei ricavi dell’azienda, attualmente invece, la crescita nel campo della gestione dati (intelligenza artificiale, 5G, cloud computing) ha portato ad avere un fatturato equamente suddiviso tra i due business, quindi con una maggiore diversificazione ed un prodotto integrato. Il futuro si presenta altrettanto roseo come il passato, grazie alla continua crescita nel campo gestione dati si avrà’, in accordo alle proiezioni aziendali, un aumento degli utili per azione (earning per share) dagli attuali 4.58 $ sino a 6 $ nell’arco dei prossimi 5 anni.

IL CONTO ECONOMICO

La storia recente di INTEL ci racconta di una crescita media delle vendite del 5% annuo dal 2011 ad oggi, valore in linea con le aspettative, considerando che stiamo parlando di una Large Cap, ovvero una azienda ad alta capitalizzazione, ma sicuramente al disotto della media del mercato di riferimento che cresce al 27% annuo. L’utile netto registra un aumento dovuto soprattutto ai risultati 2018 dove la marginalità’ e’ raddoppiata passando dal 15 al 30 % e riposizionandosi in linea con gli altri competitors,  NVIDIA 30.67% e BROADCOM 30.50%. rimane invece molto staccata AMD al 4% che proviene da anni difficili di risultati in perdita. In definitiva come spesso accade per le Large Cap la stabilita’ e la sicurezza si paga in termini di bassa crescita o periodi di stagnazione come dimostra l’utile netto dal 2011 al 2017.

 

IL BILANCIO

Attualmente il rapporto tra il debito ed il capitale netto e’ 0.35 ovvero ciascun dollaro di attività’ e’  finanziato con 0.26 centesimi di debito e 0.74 di risorse proprie, quindi abbiamo una alta solidità’ finanziaria. Si vuole comunque sottolineare che, come si evince dal grafico, il rapporto in analisi e’ in aumento costante dal 2010 quindi abbiamo un valore di debito sempre maggiore rispetto alle risorse proprie. Per ciò’ che concerne il valore contabile dell’azione, lo stesso e’ attualmente pari a 16.45$ mentre come visto sopra il valore sul mercato dell’azione e’ di 43.57$. Se ne deduce che il rapporto P/B ovvero prezzo sul mercato e valore contabile e’ pari a 2.65. Per capire cosa ci indica questo rapporto poniamo di comprare l’intera azienda per 43.57$, quindi vendiamo tutto ciò’ che l’azienda possiede: mobili, immobili, brevetti, impianti ecc. Con i soldi ricavati paghiamo tutti i debiti dell’azienda, rimarremo con un valore netto di 16.45$. in definitiva stiamo pagando 43.57$ una cosa che da bilancio ne vale 16.45$. Tendenzialmente sarebbe opportuno non superare un rapporto P/B maggiore di 1.5 ma come in tutte le cose maggiore e’ appetibilità’ dell’azienda sul mercato più’ l’investitore e’ disposto a pagare ed il limite da non superare dipende quindi dal grado di rischio che si e’ disposti ad accettare.

IL PREZZO

Il prezzo obiettivo per INTEL e’ di 53$ secondo le stime di 41 analisti. Essendo la quotazione attuale a 43.57$ vuol dire che abbiamo un margine di sicurezza del 19%. Questo margine di sicurezza rappresenta lo sconto al quale stiamo comprando l’azione rispetto al valore teorico 53$, calcolato andando ad attualizzare ad oggi tutti gli introiti futuri dell’azienda. Anche in questo caso e’ solo l’investitore che deve decidere se uno sconto del 19% e’ compatibile con il grado di rischio che si e’ disposti ad accettare. Sul mercato ci sono aziende che attualmente hanno uno sconto maggiore del 40% ed aziende scambiate a prezzi maggiori dei teorici. Questo perché’ la stima di un prezzo teorico non e’ una scienza perfetta, nel caso specifico il valore di 53$ e’ la media di 41 differenti analisti che a loro volta avranno indicato 41 differenti prezzi. Rispetto al prezzo medio e’ ragionevole considerare una forchetta del 20% in positivo ed in negativo per valutare se stiamo comprando sui minimi o sui massimi del valore della società’. Attenzione, anche se il caso in analisi, con uno sconto del 19% si posiziona gia’ sui minimi teorici, questo non e’ garanzia che il prezzo non continuerà’ a scendere nel breve periodo piuttosto lo si deve leggere come una alta probabilità’ che nel lungo periodo il prezzo salirà’ verso il valore teorico.

CONCLUSIONI

INTEL rappresenta una azienda indiscutibilmente leader nel suo settore con una buona potenzialità’ di crescita del business allargato alla gestione dati e sistemi integrati. Abbiamo una solidità’ finanziaria importante ed anche tanta possibilità’ economica di continuare ad investire in ricerca e sviluppo. La messa al bando di Huawei causerà’ una riduzione del business di INTEL che nel breve termine sicuramente subirà’ una flessione ma Huawei e’ solo uno dei clienti INTEL e nel lungo periodo l’impatto sara’ molto mitigato, inoltre il prezzo attuale ci da un ragionevole margine di sicurezza.

E’ importante inoltre sottolineare che INTEL distribuisce regolarmente dividendi ogni trimestre e con il prezzo attuale l’investitore si assicura un profitto annuo di quasi il 3% lordo.

 

DOMENICO DORONZO

29/05/2019

Questo scritto è redatto a solo scopo informativo e non può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il blog non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito alle informazioni ivi riportate.

COS’È IL PAC E PERCHÈ È PERFETTO PER I GIOVANI ( E NON SOLO)

COS’È IL PAC E PERCHÈ È PERFETTO PER I GIOVANI ( E NON SOLO)

Il PAC è un piano di accumulo di capitale nel tempo e consiste nell’investimento periodico (mensile, trimestrale e via dicendo) di una quota del capitale.
Spesso viene utilizzato per investire piccole cifre, motivo per cui risulta perfetto per gli obiettivi di risparmio e per chi vuole investire una parte del suo stipendio.

   Perchè usare il PAC?

Immaginate di dover investire una determinata somma di denaro in un fondo azionario.
Prendiamo un valore di 400 euro iniziali.
Ora investiamo questa somma con due modalità differenti:

1) Modalità PIC
2) Modalità PAC

 

La modalità PIC consiste nell’entrata diretta sul fondo con la totalità del nostro capitale.

La modalità PAC invece consiste nell’entrata periodica nel fondo.

Guardando l’immagine, ipotizziamo che il fondo parta con quota 100 all’anno 1 e che successivamente raggiunga questi valori:

Anno 2 = 110
Anno 3= 100
Anno 4= 50

In questi anni le due strategie hanno avuto performance diverse.

Con l’utilizzo della prima strategia il nostro rendimento dopo 5 anni è stato del meno 10%, poiché il fondo è passato da 100 a 90.

Con l’uso della seconda invece abbiamo generato una performance positiva di 10,2 punti percentuali. Questo è stato possibile poiché sono state (guardare immagine) acquistate quote a prezzi vantaggiosi.

Come possiamo notare da questo semplice esempio, la PAC è utile per molti motivi.

A mio avviso i più importanti sono due:

 Diminuzione del rischio dell’investimento

Il “rischio”, a mio parere, dovrebbe essere calcolato in base a quanto si riesce a comprare a sconto, con un adeguato margine di sicurezza, un determinato bene. Traslando questo discorso relativamente ad un fondo: più riusciamo ad acquistare quote a prezzi bassi, più diminuiamo il rischio.
Per tale ragione la PAC è molto efficiente. Consente, infatti, di acquistare in qualsiasi periodo, compresi anche quelli dove le cose vanno male.
Saranno proprio questi acquisti, con quote a basso prezzo, a diminuire il rischio dell’investimento.

– Performance in un mercato in discesa

Il vero vantaggio di usare la PAC è la possibilità di generare performance in un mercato che si trova in territorio negativo. Grazie al meccanismo spiegato sopra, inoltre, potremmo trovarci con un mercato che dopo 5 anni ha “perso” il 10% del proprio valore e una performance positiva.

Ma, se siete stati attenti al mio discorso c’è un però:
In caso di crescita costante del fondo la modalità PAC produrrà meno performance rispetto all’investimento diretto PIC. Bisogna però considerare che il fondo non sale costantemente, ma ha degli alti e bassi. La strategia, quindi, è comunque proficua anche in un mercato in salita, soprattutto per quanto riguarda il contenimento del rischio.

Se interessato ad una forma d’investimento del genere o di risparmio contattami pure sulla mia e-mail andrea.troiani971@gmail.com per un appuntamento conoscitivo nel mio ufficio!

3M: Ora o mai più?

3M: Ora o mai più?

INTRODUZIONE

Era lo scorso 25 Aprile quando, con l’uscita della trimestrale Q1-2019, il prezzo delle azioni 3M è iniziato a scendere in maniera incessante dai 219$ del 24 Aprile ai 166$ alla data di questo articolo 21 Maggio 2019. Un calo del 24% in un mese di tempo, uno dei peggiori della storia della società. Opportunità di acquisto in saldo o baratro? Proviamo a rispondere.

 

IL BUSINESS

La 3M è una multinazionale Statunitense fondata nel lontano 1902 come Minnesota Mining Manufacturing Company. Attualmente è una realtà presente in 70 paesi con una rete vendite estesa su 200, un numero di dipendenti di circa 80000 ed un fatturato di oltre 30 miliardi di dollari. 3M sviluppa e produce oltre 60000 articoli dai più comuni a quelli più tecnologici ed è molto presente nelle nostre attività quotidiane al punto tale che i loro marchi sono il nome stesso di alcuni oggetti. Vi è mai capitato di usare un Post-It? Bene, Post-it è un marchio della 3M con il quale l’azienda produce materiale d’ufficio. Ancora più sorprendente è il caso dello Scotch, anche questo è un marchio 3M e non il nome del nastro adesivo. Con il marchio Scotch, viene prodotto tutto ciò di adesivo a cui possiate pensare e non: dalle carte da parati alle pellicole filtranti per i vetri di auto e finestre, dal nastro isolante per gli elettricisti ai film protettivi in campo aeronautico ecc. Ed ancora abbiamo il mondo degli abrasivi, dei prodotti per la salute, per il lavoro e l’elenco potrebbe continuare all’infinito, basta visitare il sito dell’azienda per rendersi conto della vastità di prodotti e relativo livello di innovazione offerto. E quando una azienda ha inventato e sviluppato buona parte di quello che mi circonda ed addirittura i loro marchi danno il nome di uso comune agli oggetti che utilizziamo è evidente che questa azienda ha un vantaggio competitivo durevole.

Anche dal punto di vista azionario i record sono più che evidenti, infatti è una delle pochissime aziende ad avere una dividendo, sempre erogato, e sopratutto in costante aumento per gli ultimi 50 ANNI! Vi assicuro che non sono tante le aziende a livello mondiale ad avere una storico di questo genere. È una classica “blue chips” se non una delle migliori come P&G, UNILEVER, J&J ecc.

Ma quindi, come si spiega una caduta del prezzo di questo tipo (tipica delle small cap) per un colosso di questo genere? L’evento non è affatto frequente, infatti è uno dei peggiori della storia della società. Proviamo a cercare risposta nei fondamentali andando a fare ciò che ci piace di più, vediamo se i bilanci dell’azienda sottoscrivono questa crisi.

IL CONTO ECONOMICO

Dal conto economico si evince che dal 2015 al 2018 il fatturato dell’azienda e’ passato dai 30.2 ai 32.7 miliardi con una crescita del 2.67% annuo, mentre l’utile netto è passato da 4.8 a 5.3 miliardi con una crescita del 3.43%. Quindi da questo punto di vista registriamo oltre alla crescita della società anche un miglioramento dei processi dato che l’utile è cresciuto più del fatturato.

IL BILANCIO

In controtendenza invece i dati di bilancio dove emerge che, mentre nel 2015 il rapporto tra debito ed equity era di 1.9, ovvero ciascun dollaro di attività era finanziato con 0.65 centesimi di debito e 0.35 di risorse proprie, nel 2018 troviamo un finanziamento per quota 0.73 di debito e 0.27 di risorse proprie. Ad ogni modo, per quanto sia vero che il rapporto tra debito ed equity sia peggiorato è altrettanto vero che se usassimo tutto l’utile per ripagare il debito, lo stesso sarebbe azzerato in meno di 5 anni, il che evidenzia una azienda assolutamente in salute anche da questo punto di vista.

La 3M è una azienda solida ed in crescita, ma quindi, cosa succede al prezzo? Era precedentemente sopravvalutato ed adesso c’è una fisiologica correzione, o sta subendo semplicemente i contraccolpi della guerra dei dazi?

IL PREZZO

Prendendo lo storico del P/E ovvero il rapporto tra il prezzo dell’azione comparato agli utili per azione, vediamo come dal 2014 ad oggi la media è stata pari a 22.71, questo vuole dire che in media dal 2014 ad oggi per comprare l’azienda si doveva pagare 22.71 volte gli utili generati. Il P/E è stato superiore a 25 per tutto il 2018 mentre attualmente è pari a 17.25, che rappresenta il minimo di tutto il periodo. Ne deduciamo che il titolo è stato in una fase di sopravvalutazione per tutto il 2018 mentre attualmente risulta sotto la media di periodo.

CONCLUSIONI

In definitiva abbiamo verificato che l’azienda è leader nell’ambito dell’ingegneria dei materiali, i suoi brand sono sinonimo stesso dei prodotti e le fondamenta patrimoniali sono assolutamente solide. In aggiunta il rapporto P/E è il più basso dal 2014 ad oggi, quindi in questo momento l’investitore trova le migliori condizioni se vuole diventare azionista 3M. Potremmo definire questa fase una non linearità del mercato che ci permette di comprare a sconto.

Comprando a 166$ e considerando il dividendo attuale di 5.76$ l’investitore si garantisce inoltre un cedola annuale del 3.47%.

PERCHE’ COMPRARE

  • Vantaggio competitivo durevole
  • Consolidato storico dei dividendi
  • Rapporto P/E ai minimi dal 2014

PERCHE’ NO

  • Tasso di crescita al 2.67% è più indicato per portafogli già consolidati
  • Dividendo al 3.47% potrebbe risultare basso per l’investitore disposto ad accettare più rischio

DOMENICO DORONZO

21/05/2019

 

Questo scritto è redatto a solo scopo informativo e non può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il blog non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito alle informazioni ivi riportate.
Assemblea degli azionisti della Brembo

Assemblea degli azionisti della Brembo

Quando ho acquistato l’e-book di Andrea sono stato molto felice di leggere la sua descrizione di Brembo SPA e di come interpreti l’operatività di questa società. L’analisi che si può trovare sul libro è sensibilmente diversa da quella che ho fatto prima di diventare azionista, ma ricca di spunti interessanti. Naturalmente anche a questo investimento sono stati applicati i fondamentali del value investing, ma, per Brembo, sono stati ancora più sentiti.

Il 18 aprile 2019 ho avuto il piacere di partecipare all’assemblea degli azionisti e questo è un dato valutativo non indifferente. L’assemblea si è svolta al centro tecnologico e scientifico KM Rosso di Stezzano, un parco voluto fortemente dal presidente, e la sala che ci ha ospitato è stata la sala in ricordo di Emilio Bombassei, fondatore di Brembo. L’assemblea di Brembo è stata la prima a cui ho avuto il piacere di partecipare e, proprio per questo motivo, non ho mezzi di paragone per questa mattinata che è stata particolarmente istruttiva. Quello che mi ha impressionato è la chiarezza e la vision che la società ha dichiarato per i prossimi anni di attività.

In sala erano presenti circa 100 persone. Nelle prime fila c’erano gli azionisti storici (deduzione personale visto il tono confidenziale con cui parlavano e salutavano il presidente), in mezzo alla sala erano presenti, probabilmente, azionisti come il sottoscritto, con il puro piacere di partecipare alla vita della società, più indietro e sparsi qua e là, infine, i rappresentanti dei fondi. L’assemblea si è svolta maniera fluida. Dopo avere presentato il bilancio d’esercizio del 2018 è stato presentato il bilancio sostenibile che Cristina Bombassei redige e dirige ogni anno. Questa parentesi è stata molto interessante, l’obiettivo che lei stessa ha prefissato ha un orizzonte temporale fino al 2040. La conclusione dell’assemblea si è concentrata sul focus di espansione di Brembo attraverso acquisizioni e fusioni, con il vincolo di mantenere la dirigenza all’interno della famiglia Bombassei. Ciò che mi è sembrato durante questa mattinata è stato proprio l’ambiente famigliare e cordiale che si è creato. A fianco di Alberto Bombassei, figlio del fondatore Emilio, siede il genero Matteo Tiraboschi e, in prima fila dietro le quinte, come già anticipato, c’è Cristina. Un gruppo che offre garanzie e sicurezza in un ambiente, quello finanziario, che è sempre più influenzato da un mercato che di razionale e umano ha ben poco.

Questa famiglia, che oltre a loro tre può contare su un gruppo di più di 10.000 dipendenti, mi ha trasmesso serietà e serenità confermando anche uno dei punti cardini di Phil Fhiser, il management della società.

 Razionalità. Credo sia questa la parola magica e anche la più difficile da seguire mentre si parla di value investing e, proprio per questo motivo, per giudicare in maniera razionale è fondamentale paragonare l’assemblea di Brembo ad altre assemblee e dare un giudizio più completo all’assemblea di una società che rimane una delle migliori nel suo campo.

Un post di Davide Manzoni

Instagram di Davide: dav93manzo.

Il Value Investing

Il Value Investing

Il Value investing è una tecnica e una filosofia d’investimento ipotizzata per la prima volta da Benjamin Graham.

Essa consiste nella pratica di acquistare ad un prezzo di sconto rispetto al valore intrinseco pacchetti di quote di società quotate. Per valore intrinseco si definisce l’effettivo valore dell’azienda a prescindere dalle variazioni di mercato. Motivo per cui gli investitori Value non accettano la definizione di mercato efficiente o almeno non accettano che questa teoria valga in ogni instante e in qualsiasi situazione economica (vedi le bolle azionarie o i crolli improvvisi).

Altro concetto chiave di questa strategia è il margine di sicurezza: la differenza minima che deve esserci tra il prezzo di entrata e il valore intrinseco, esso serve a limitare l’effetto di eventuali errori nella valutazione dell’azienda.

Esistono poi molti modi di approcciarsi al Value Investing.

Quello che preferisco consiste nell’acquisto di azioni di società che posseggono un vantaggio competitivo o che abbiano una situazione vantaggiosa nel mercato di riferimento, l’acquisto spesso e volentieri però non ha lo stesso grado di sconto rispetto ad operazioni esclusivamente basate sulla differenza prezzo/valore (value investing puro), poiché trovare società eccezionali a prezzi molto vantaggiosi è raro

Tornando a noi qualsiasi sia l’approccio, l’investimento Value è una vera e propria filosofia di vita che ha lo scopo di formare l’investitore dal punto di vista operativo ma anche emotivo.

Come disse una volta Benjamin Graham : “Il nemico numero uno per un investitore non è il mercato ma se stesso”