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Consulenza finanziaria indipendente

Consulenza finanziaria indipendente

Investo attivamente sui mercati da quando ho 17 anni, ho sempre avuto la passione per l’analisi fondamentale e lo studio dei singoli titoli azionari.

Il mio portafoglio, come ben sapete è investito in azioni (o pezzi di azienda come preferisco chiamarli).

Se questa strategia è adatta a me, non lo è per la maggior parte dei risparmiatori italiani.

Otto anni fa il sistema finanziario Italiano era molto simile a quello di oggi: vendita di prodotti finanziari.

L’enorme conflitto d’interessi che si cela dietro la “consulenza” bancaria e assicurativa ha sempre determinato la tipologia di strumenti usati dai risparmiatori italiani.

Grazie però alla nascita nel 2018 dell’albo dei consulenti finanziari indipendenti la situazione sta leggermente cambiando.

Ho sempre compreso come l’indipendenza fosse il punto chiave della consulenza, essere remunerati in base al tipo di prodotto venduto e non direttamente dal cliente genera e sempre genererà portafogli inefficienti e sbilanciati verso gli strumenti più remunerativi per il consulente.

Immaginate di andare da un medico che vi consiglia i farmaci sulla quale guadagna di più e non quelli più adatti alla vostra situazione, quanto sarebbe grave?

E’ altrettanto grave per le vostre finanze.

Polizze Unit Linked e strumenti pieni di costi ne sono la dimostrazione.

Non c’è nulla di male ad usare strumenti diversi da ETF o similari (l’accusa che viene fatta agli indipendenti), il problema è sempre l’indipendenza di giudizio slegata da quella della remunerazione.

Mi sono accorto come sia effettivamente possibile la creazione di portafogli efficienti di investimento che fanno in primis risparmiare un sacco di soldi alle famiglie ed in secondo luogo migliorano e di molto l’efficienza e la possibilità di generare un rendimento positivo sul lungo termine.

Inoltre il bello della consulenza indipendente è che copre tutti i fabbisogni del cliente, finanziario, assicurativo e previdenziale.

Con una sola figura un risparmiatore italiano può gestire tutte le sua problematiche finanziarie e non.

E quanto costa questo servizio?

Molto meno della consulenza alla quale sono abituati gli italiani:

il costo medio di un portafoglio d’investimenti italiano è all’incirca del 2% (per avere una vendita di prodotti e non una consulenza reale).

Grazie all’indipendenza è possibile tagliare questi costi di oltre il 60%, tutti capitali che si trasformeranno in rendimento un giorno.

In questi mesi sto assistendo ad un forte aumento dell’interesse verso la figura del consulente indipendente, pensate che negli Stati Uniti i consulenti indipendenti sono il 50% del mercato, in Italia siamo all’1%.

Non so quanto ci metteremo ad arrivare al livello statunitense ma il trend è quello.

A breve ci sarà una novità riguardo la struttura che ho creato in questo 2022 (il mio lavoro non è cambiato ma è sensibilmente migliorato).

Se vuoi fare due chiacchiere su questa tematica o farti analizzare gratuitamente il portafoglio scrivi pure alla mia mail: andrea.troiani971@gmail.com.

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Ecco come le banche italiane fingono di usare i migliori strumenti sul mercato!

Ecco come le banche italiane fingono di usare i migliori strumenti sul mercato!

Da decenni l’industria del risparmio gestito in Italia non ha subito nessun tipo di evoluzione.

Le banche e le assicurazioni hanno dominato il mercato di questo settore inondando i risparmiatori italiani di commissioni e strumenti assolutamente inefficienti.

Con il nuovo albo dei consulenti finanziari autonomi (gli indipendenti) la situazione è in procinto di cambiare radicalmente.

Il consulente finanziario è in individuo che non ha nessun tipo di mandato e non lavora per nessun mandante. Egli non guadagna un euro dalle commissioni sugli strumenti e quindi non è sollecitato a scegliere strumenti più costosi.

Dato che mi piace sempre mostrare i dati vi riporto una tabella a mio avviso molto significativa:

In questa tabella possiamo osservare come le più famose banche italiane tendono ad utilizzare, per lo più, strumenti della casa, evitando di utilizzare quelli di case terze.

Vi starete chiedendo i motivi di tale scelta e vi posso assicurare che non sono attribuibili alla loro credenza di essere i migliori nel settore.

Ma è solo per un aspetto commissionale.

Se si distribuiscono strumenti della casa c’è più introito per tutti: dal consulente alla banca stessa.

Questo è il principale problema delle banche italiane (per non parlare della costruzione dei portafogli).

Tu hai ancora un portafoglio bancario?

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Da consulente indipendente avrai la certezza che ogni mia possibile valutazione sia libera e priva di conflitti d’interesse.

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4 ETF azionari molto particolari!

4 ETF azionari molto particolari!

La crescita del mercato degli ETF ha finalmente permesso a piccoli investitori di accedere a mercati giganteschi pagando una piccolissima cifra attribuibile al costo di gestione.

Ultimamente, con la nascita di nuovi ETF, anche mercati particolari o comunque di difficile accesso stanno per diventare accessibili a tutti noi.

Nel post di oggi ho riportato 3 ETF che possono farci accedere ad aree geografiche quasi mai utilizzate nei portafogli generici.

Partendo dall’Africa, passando per il Canada e arrivando ai paesi dell’est europa possiamo diversificare il nostro portafoglio e magari andare a prendere quel piccolo extra rendimento rispetto ai classici indici di riferimento.

Lyxor Pan Africa : LU1287022708✅

L’indice SGI Pan Africa replica i 30 più grandi titoli azionari quotati in Africa o attività prevalentemente esposte in Africa. L’indice si espone in modo equo a tre zone ed i suoi più grandi componenti possono avere al massimo un peso pari al 10%: Sudafrica, Nord Africa incluso il Marocco e l’Egitto e l’area Sub sahariana ad esclusione del Sudafrica.

Caratteristiche:

  • Ter (indicatore sintetico di spesa) : 0,85%
  • Politica di distribuzione: Accumulazione
  • Dimensioni: 40 Milioni di EUR
  • Valuta dell’ETF: EUR
  • Esposizione geografica:

iShares MSCI Canada UCITS ETF : IE00B52SF786✅

L’indice MSCI Canada replica i più grandi e liquidi titoli azionari canadesi.

Caratteristiche:

  • Ter (indicatore sintetico di spesa) : 0,48%
  • Accumulazione
  • Dimensioni: 1058 Milioni di EUR
  • Valuta dell’ETF: USD
  • Esposizione settoriale:

Lyxor MSCI Eastern Europe ex Russia : LU1900066462✅

L’indice MSCI Emerging Markets Eastern Europe ex Russia replica società dei mercati emergenti dell’Europa dell’est a grande e media capitalizzazione. Sono esclusi dall’indice titoli azionari russi.

Caratteristiche:

  • Ter (indicatore sintetico di spesa) : 0,50%
  • Politica di distribuzione: Accumulazione
  • Dimensioni: 181 Milioni di EUR
  • Valuta dell’ETF: EUR
  • Esposizione geografica: Polonia 66%, Ungheria 22% e Repubblica Ceca 10%.

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Rendimenti dei maggiori indici azionari da inizio anno

Rendimenti dei maggiori indici azionari da inizio anno

Nell’ultimo anno e mezzo abbiamo vissuto un periodo molto complicato per quanto riguarda gli investimenti.

La crisi del Covid-19 ha messo a dura prova molte aziende e molti investitori si sono ritrovati con molte Minus in portafoglio.

In questa fase di recupero la maggior parte degli indici ha recuperato dalla discesa e anzi ha allungato la falcata.

Il mio punto di vista lo conoscete, ci sono molte aziende che non rispecchiano dei valori collegati ai propri fondamentali ma, esprimono solamente dei valori basati sulle aspettative di crescita di un determinato settore.

Nell’articolo di oggi vedremo quale sono stati i rendimenti YTD (da inizio anno) dei principali indici azionari:

  • Dax 30
Il dax 30, principale indice tedesco ha avuto una variazione positiva pari all’8,73% YTD.
  • Ftse MIB
Il Ftse Mib principale indice italiano ha generato una performance del 14,2% YTD
  • S&P 500
L’S&P 500 ha subito una variazione positiva del 17,43% da inizio anno
  • Nasdaq
La variazione YTD del Nasdaq è stata pari al 13,67%
  • Euro stoxx 50
L’indice europeo per eccellenza ha generato una variazione positiva del 12,02%

Variazione YTD di altri indici:

  • Hang Seng Index – 12,76% YTD
  • Cac 40 + 15,56% YTD
  • Ibex 35 + 8,52% YTD
  • Nikkei 225 + 0,99% YTD
  • Nifty 50 + 26,07%

Vuoi approfondire i temi della finanza o avere una valutazione gratuita, da parte di un consulente finanziario indipendente (autonomo), del tuo portafoglio d’investimento? (per capitali > 50 mila euro).

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Dollar-Cost Averaging: che cos’è e come si può applicare

Dollar-Cost Averaging: che cos’è e come si può applicare

Nel mondo dell’investimento, si sente spesso parlare di timing.

Questo termine sta ad indentificare il momento corretto nella quale investire in un determinato strumento d’investimento.

Per quanto si possa “azzeccare” il timing corretto e prendere il minimo assoluto nel caso di un titolo, sul lungo periodo non è una strategia possibile.

Ecco perché, nel mio approccio, non prendo minimamente in considerazione il timing.

Per due motivi principali:

  1. Sarei in contrasto con la mia mentalità e il mio approccio, allontanandomi dall’investimento e strizzando l’occhio alla speculazione
  2. Nella mia strategia è sufficiente che il margine di sicurezza tra il prezzo ed il possibile valore intrinseco sia adeguato

Un altro approccio che non prende in considerazione il timing e anzi cerca di sfruttare la casualità dei movimenti del mercato nel breve termine è il Dollar-Cost Averaging.

Un approccio che consiste nell’acquistare un determinato strumento finanziario in momenti diversi.

Se per esempio dobbiamo investire 10.000 euro su un titolo azionario possiamo pensare di entrate con delle Tranche da 2500,00 euro.

In questo modo se il mercato rintraccia abbiamo la possibilità di acquistare ad un prezzo inferiore e quindi mediare la nostra posizione.

In questo modo riusciamo ad abbattere in maniera considerevole la volatilità del nostro portafoglio.

Uno dei primi a parlare di questo approccio fu Benjamin Graham che lo applicò personalmente ai propri investimenti.

Usava questa tecnica per diminuire la volatilità del suo portafoglio ed abbassare il rischio generale, usava anche le obbligazioni per questo scopo.

Come possiamo applicarlo?

Uno dei metodi più semplici è quello di iniziare un PAC: ovvero l’acquisto mensile di uno stesso strumento finanziario, come può essere un ETF sul mercato azionario globale.

I vantaggi di questo approccio sono innumerevoli: abbassamento della volatilità, acquisto di quote quando i mercati scendono e eliminazione dell’aspetto comportamentale.

Un altro approccio che io stesso uso, è quello di “costruire” un pac manuale su singoli titoli.

In questo modo si riesce ad investire una determinata cifra in momenti diversi, riuscendo a mediare il prezzo di entrata.

Quindi se il prezzo che abbiamo pagato per un titolo era stato troppo alto, abbiamo altre possibilità di mediare e raggiungere un adeguato prezzo di carico.

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Dalla banca alla consulenza indipendente: la storia del Sig. Mario

Dalla banca alla consulenza indipendente: la storia del Sig. Mario

Ciao a tutti, come ben sapete sono diventato ufficialmente un consulente finanziario autonomo, dal dicembre 2018 esiste un apposito albo che certifica questa nuova professione.

I consulenti finanziari autonomi sono gli unici a poter effettuare una consulenza finanziaria indipendente.

Oggi voglio mostrarvi un caso pratico di consulenza finanziaria indipendente:

Andremo a vedere come ho lavorato sul portafoglio di un cliente, con un approccio indipendente e libero da conflitti d’interesse.

Questo cliente, che chiameremo Mario, aveva circa 550.000 mila euro investiti in fondi comuni d’investimento e in azioni singole.

La quota investita in azioni singole era notevolmente più bassa rispetto alla parte investita in fondi, che rappresentavano circa l’80% del patrimonio.

Aveva in portafoglio 19 fondi d’investimento attivi che spesso erano anche fondi che investivano nello stesso mercato, dei doppioni (questa tecnica è usata per ampliare il margine commissionale iniziale).

Nessun fondo selezionato riusciva a generare rendimento oltre il bechmark di riferimento e alcuni ne erano addirittura sprovvisti, fattore molto grave poiché diventano strumenti difficilmente valutabili.

L’impatto commissionale sulla parte investita in fondi, ovvero 429.000 mila euro era pari al 2,55%.

Quindi il cliente pagava una commissione (solo di gestione) annua pari a 10.939,00 euro.

Inoltre dalla documentazione Mifid 2, erano presenti costi pari a 13.170,00 euro, ricordo che la Mifid è il documento ufficiale che la banca deve fornire.

Questo documento tiene in considerazione tutti i costi ed è quindi molto attendibile ed utile per comprendere la reale situazione.

Pagava questa “parcella” per non ricevere ne una consulenza ne un rendimento superiore al benchmark (lo scopo dei fondi attivi).

Questo fattore è dovuto sia ai costi eccessivi che alla difficoltà di genere extra rendimento rispetto al benchmark sul lungo periodo.

Pensate che su un orizzonte di 15 anni, solo 1 fondo su 10 riesce a generare extra-rendimento.

La gestione di un consulente finanziario autonomo, invece ha permesso di ridurre l’impatto commissionale annuale attraverso l’utilizzo di strumenti più efficienti, uno su tutti gli ETF.

Ed inoltre la parcella per la consulenza è stata di circa 4.000,00 euro.

Il cliente ha così risparmiato annualmente oltre 8.000,00 euro.

Il numero degli strumenti è passato da 19 a 10, ed il costo medio di gestione è crollato da un 2,5% a circa uno 0,18%.

C’è stato quindi un risparmio economico molto importante (che genererà più rendimento sul lungo periodo rispetto alla situazione precedente) e un completo cambiamento in quello che è l’approccio classico.

Mario ha ricevuto una vera consulenza e un portafoglio adatto alle sue esigenze, senza nessuna logica di vendita di prodotti.

Oltre ad essere efficiente lato finanziario, questo lavoro permette effettivamente di migliorare la vita delle persone, facendogli risparmiare molti soldi, ottimizzare i rendimenti e comprendere al meglio la loro reale situazione.

La grande differenza tra me e un promotore finanziario è che io non ho nessun obbligo, nessun conflitto d’interesse e non ho interesse ad inserire uno strumento piuttosto che un altro, questo mi regala completa indipendenza.

Se sei interessato ad una valutazione del tuo portafoglio e ad un’analisi gratuita, scrivimi pure a questa mail andrea.troiani971@gmail.com.

Saluti,

Andrea