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Come puoi creare un portafoglio d’investimento per tuo figlio?

Come puoi creare un portafoglio d’investimento per tuo figlio?

Non aspettare e non essere indeciso, il più grande errore che puoi commettere è l’attesa.

Se infatti stai pensando di iniziare ad investire qualcosa per tuo figlio appena nato, il più grande vantaggio che hai è il tempo.

Mediamente hai 18 anni di tempo (anche se non è detto che tuo figlio utilizzi quel capitale a 18 anni) e grazie a tutto questo tempo puoi sfruttare l’interesse composto e la possibilità di inserire una quota di azionario preponderante, dato il lungo orizzonte temporale.

Gli aspetti sono principalmente due:

I costi e l’efficienza di uno strumento.

Pagare il 2% all’anno per 20 anni o lo 0,2% per 20 anni fa tutta la differenza del mondo:

se volete il dato numerico la differenza di rendimento è del 36%.

Quindi semplicemente scegliendo un ETF, rispetto ad un fondo attivo sai già che risparmierai decine e decine di migliaia di euro.

Il secondo aspetto è quello relativo all’efficienza dello strumento, se abbiamo compreso quanto sia importante preferire un ETF, dobbiamo allora tenere conto della tipologia.

Sicuramente, nei prossimi 20 anni un determinato settore avrà fatto meglio di altri e sicuramente un ETF settoriale avrà battuto, in termini di rendimento, un ETF che investe globalmente.

Ma nonostante ciò il rischio di non trovare l’ETF giusto è troppo alto rispetto al possibile rendimento:

Cosa fare quindi?

Scegliere un ETF che investe nel mercato globale, come il
ISHARES MSCI WORLD ( IE00B4L5Y983)

Se poi vogliamo che il nostro investimento abbia una volatilità inferiore, rispetto ad un 100% azionario, perché magari potremmo voler ritirare parte del capitale in un determinato momento, possiamo optare per un altro tipo di strumenti:

I life strategy di Vanguard

Un esempio è il Vanguard LifeStrategy 80% Equity Acc (IE00BMVB5R75), esistono anche strumenti con una componente di azionario inferiore (questa scelta dipende esclusivamente da noi).

Una volta presa questa decisione dovete essere constanti e cercare ogni mese di investire la cifra predefinita (a prescindere dai movimenti del mercato azionario)

Alla fine del percorso vostro figlio vi ringrazierà e soprattutto a fronte di una rinuncia (non così elevata) potrete creare un capitale utile al futuro di vostro figlio.

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Consulenza finanziaria indipendente

Consulenza finanziaria indipendente

Investo attivamente sui mercati da quando ho 17 anni, ho sempre avuto la passione per l’analisi fondamentale e lo studio dei singoli titoli azionari.

Il mio portafoglio, come ben sapete è investito in azioni (o pezzi di azienda come preferisco chiamarli).

Se questa strategia è adatta a me, non lo è per la maggior parte dei risparmiatori italiani.

Otto anni fa il sistema finanziario Italiano era molto simile a quello di oggi: vendita di prodotti finanziari.

L’enorme conflitto d’interessi che si cela dietro la “consulenza” bancaria e assicurativa ha sempre determinato la tipologia di strumenti usati dai risparmiatori italiani.

Grazie però alla nascita nel 2018 dell’albo dei consulenti finanziari indipendenti la situazione sta leggermente cambiando.

Ho sempre compreso come l’indipendenza fosse il punto chiave della consulenza, essere remunerati in base al tipo di prodotto venduto e non direttamente dal cliente genera e sempre genererà portafogli inefficienti e sbilanciati verso gli strumenti più remunerativi per il consulente.

Immaginate di andare da un medico che vi consiglia i farmaci sulla quale guadagna di più e non quelli più adatti alla vostra situazione, quanto sarebbe grave?

E’ altrettanto grave per le vostre finanze.

Polizze Unit Linked e strumenti pieni di costi ne sono la dimostrazione.

Non c’è nulla di male ad usare strumenti diversi da ETF o similari (l’accusa che viene fatta agli indipendenti), il problema è sempre l’indipendenza di giudizio slegata da quella della remunerazione.

Mi sono accorto come sia effettivamente possibile la creazione di portafogli efficienti di investimento che fanno in primis risparmiare un sacco di soldi alle famiglie ed in secondo luogo migliorano e di molto l’efficienza e la possibilità di generare un rendimento positivo sul lungo termine.

Inoltre il bello della consulenza indipendente è che copre tutti i fabbisogni del cliente, finanziario, assicurativo e previdenziale.

Con una sola figura un risparmiatore italiano può gestire tutte le sua problematiche finanziarie e non.

E quanto costa questo servizio?

Molto meno della consulenza alla quale sono abituati gli italiani:

il costo medio di un portafoglio d’investimenti italiano è all’incirca del 2% (per avere una vendita di prodotti e non una consulenza reale).

Grazie all’indipendenza è possibile tagliare questi costi di oltre il 60%, tutti capitali che si trasformeranno in rendimento un giorno.

In questi mesi sto assistendo ad un forte aumento dell’interesse verso la figura del consulente indipendente, pensate che negli Stati Uniti i consulenti indipendenti sono il 50% del mercato, in Italia siamo all’1%.

Non so quanto ci metteremo ad arrivare al livello statunitense ma il trend è quello.

A breve ci sarà una novità riguardo la struttura che ho creato in questo 2022 (il mio lavoro non è cambiato ma è sensibilmente migliorato).

Se vuoi fare due chiacchiere su questa tematica o farti analizzare gratuitamente il portafoglio scrivi pure alla mia mail: andrea.troiani971@gmail.com.

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O prenota un appuntamento presso il mio studio in Viale Angelico 36, Roma.

Ecco come le banche italiane fingono di usare i migliori strumenti sul mercato!

Ecco come le banche italiane fingono di usare i migliori strumenti sul mercato!

Da decenni l’industria del risparmio gestito in Italia non ha subito nessun tipo di evoluzione.

Le banche e le assicurazioni hanno dominato il mercato di questo settore inondando i risparmiatori italiani di commissioni e strumenti assolutamente inefficienti.

Con il nuovo albo dei consulenti finanziari autonomi (gli indipendenti) la situazione è in procinto di cambiare radicalmente.

Il consulente finanziario è in individuo che non ha nessun tipo di mandato e non lavora per nessun mandante. Egli non guadagna un euro dalle commissioni sugli strumenti e quindi non è sollecitato a scegliere strumenti più costosi.

Dato che mi piace sempre mostrare i dati vi riporto una tabella a mio avviso molto significativa:

In questa tabella possiamo osservare come le più famose banche italiane tendono ad utilizzare, per lo più, strumenti della casa, evitando di utilizzare quelli di case terze.

Vi starete chiedendo i motivi di tale scelta e vi posso assicurare che non sono attribuibili alla loro credenza di essere i migliori nel settore.

Ma è solo per un aspetto commissionale.

Se si distribuiscono strumenti della casa c’è più introito per tutti: dal consulente alla banca stessa.

Questo è il principale problema delle banche italiane (per non parlare della costruzione dei portafogli).

Tu hai ancora un portafoglio bancario?

Prenota una Call gratuita e analizziamo insieme il tuo portafoglio.

Da consulente indipendente avrai la certezza che ogni mia possibile valutazione sia libera e priva di conflitti d’interesse.

Scrivimi pure alla mia mail : andrea.troiani971@gmail.com

4 ETF azionari molto particolari!

4 ETF azionari molto particolari!

La crescita del mercato degli ETF ha finalmente permesso a piccoli investitori di accedere a mercati giganteschi pagando una piccolissima cifra attribuibile al costo di gestione.

Ultimamente, con la nascita di nuovi ETF, anche mercati particolari o comunque di difficile accesso stanno per diventare accessibili a tutti noi.

Nel post di oggi ho riportato 3 ETF che possono farci accedere ad aree geografiche quasi mai utilizzate nei portafogli generici.

Partendo dall’Africa, passando per il Canada e arrivando ai paesi dell’est europa possiamo diversificare il nostro portafoglio e magari andare a prendere quel piccolo extra rendimento rispetto ai classici indici di riferimento.

Lyxor Pan Africa : LU1287022708✅

L’indice SGI Pan Africa replica i 30 più grandi titoli azionari quotati in Africa o attività prevalentemente esposte in Africa. L’indice si espone in modo equo a tre zone ed i suoi più grandi componenti possono avere al massimo un peso pari al 10%: Sudafrica, Nord Africa incluso il Marocco e l’Egitto e l’area Sub sahariana ad esclusione del Sudafrica.

Caratteristiche:

  • Ter (indicatore sintetico di spesa) : 0,85%
  • Politica di distribuzione: Accumulazione
  • Dimensioni: 40 Milioni di EUR
  • Valuta dell’ETF: EUR
  • Esposizione geografica:

iShares MSCI Canada UCITS ETF : IE00B52SF786✅

L’indice MSCI Canada replica i più grandi e liquidi titoli azionari canadesi.

Caratteristiche:

  • Ter (indicatore sintetico di spesa) : 0,48%
  • Accumulazione
  • Dimensioni: 1058 Milioni di EUR
  • Valuta dell’ETF: USD
  • Esposizione settoriale:

Lyxor MSCI Eastern Europe ex Russia : LU1900066462✅

L’indice MSCI Emerging Markets Eastern Europe ex Russia replica società dei mercati emergenti dell’Europa dell’est a grande e media capitalizzazione. Sono esclusi dall’indice titoli azionari russi.

Caratteristiche:

  • Ter (indicatore sintetico di spesa) : 0,50%
  • Politica di distribuzione: Accumulazione
  • Dimensioni: 181 Milioni di EUR
  • Valuta dell’ETF: EUR
  • Esposizione geografica: Polonia 66%, Ungheria 22% e Repubblica Ceca 10%.

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Rendimenti dei maggiori indici azionari da inizio anno

Rendimenti dei maggiori indici azionari da inizio anno

Nell’ultimo anno e mezzo abbiamo vissuto un periodo molto complicato per quanto riguarda gli investimenti.

La crisi del Covid-19 ha messo a dura prova molte aziende e molti investitori si sono ritrovati con molte Minus in portafoglio.

In questa fase di recupero la maggior parte degli indici ha recuperato dalla discesa e anzi ha allungato la falcata.

Il mio punto di vista lo conoscete, ci sono molte aziende che non rispecchiano dei valori collegati ai propri fondamentali ma, esprimono solamente dei valori basati sulle aspettative di crescita di un determinato settore.

Nell’articolo di oggi vedremo quale sono stati i rendimenti YTD (da inizio anno) dei principali indici azionari:

  • Dax 30
Il dax 30, principale indice tedesco ha avuto una variazione positiva pari all’8,73% YTD.
  • Ftse MIB
Il Ftse Mib principale indice italiano ha generato una performance del 14,2% YTD
  • S&P 500
L’S&P 500 ha subito una variazione positiva del 17,43% da inizio anno
  • Nasdaq
La variazione YTD del Nasdaq è stata pari al 13,67%
  • Euro stoxx 50
L’indice europeo per eccellenza ha generato una variazione positiva del 12,02%

Variazione YTD di altri indici:

  • Hang Seng Index – 12,76% YTD
  • Cac 40 + 15,56% YTD
  • Ibex 35 + 8,52% YTD
  • Nikkei 225 + 0,99% YTD
  • Nifty 50 + 26,07%

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